Rsa, abbracci veri ma 8 su 10 sono rimaste chiuse

185

Abbracci veri, dopo 14 mesi di distanza fisica, questa volta senza vetrate o teli di plastica a dividere. Nella Rsa San Francesco di Nova Milanese (MB) è successo. All’indomani dell’ordinanza sul via libera alle visite del ministro della Salute, Roberto Speranza, familiari e visitatori hanno potuto riprendere il contatto con i propri cari, rispettando le regole, con tamponi, in caso non si sia avuto il Covid e non si è vaccinati, o con green pass.

“La commozione è stata tanta, persone come me piangevano. Oggi per noi è stata una bellissima giornata. Lei ci riconosce ancora. Domani la porteremo fuori a mangiare una pizza. Piccole cose che però rappresentano un grandissimo traguardo”, dice Dario Francolino, anche presidente del comitato Open RSA Now che si è battuto tanto per ottenere la riapertura delle strutture, parlando dell’incontro con la mamma la ‘maestra Pina’ di 81 anni affetta da Alzheimer. Ha portato anche il figlio, Gabriele, di 15 anni che ha potuto riabbracciare la nonna. Ma questo della struttura di Nova Milanese, denuncia Francolino, è un caso del tutto isolato. Bene l’ordinanza del ministro “ma oggi 8 Rsa su 10 resteranno chiuse, come ci stanno comunicando gli altri familiari”.

“Serve che immediatamente regioni e Rsa tolgano tutti i divieti veri o fasulli dietro ai quali si sono trincerate da febbraio ad oggi quando il 100% degli ospiti delle Rsa e delle Rds erano ormai vaccinati”. “Purtroppo – aggiunge – fino a ieri mattina, Rsa e Regioni non credevano che l’ordinanza sarebbe arrivata entro il 9 maggio e non si erano organizzate. Orsan e gli altri comitati vigileranno e segnaleranno alle Forze dell’Ordine e alle Regioni le Rsa inadempienti”. E sul rispetto dell’ordinanza in serata arriva la dichiarazione della consigliera del ministro Speranza, Sandra Zampa.

“Le Regioni devono far sentire la loro voce, sta a loro far rispettare l’ordinanza firmata ieri dal ministro Speranza e con effetto immediato per la riapertura delle Rsa”, dice Zampa che aggiunge “voglio sperare che il primo giorno non si sono sentiti sufficientemente preparati. Sono curiosa di vedere i dati. Però ci sono 2 circolari, novembre e dicembre 2020, il protocollo è stato presentato 10-15 giorni fa. Ora l’ordinanza. Spieghino qual è il problema”. “Troverei molto grave che invece di far rispettare le regole si faccia pagare agli anziani un prezzo che davvero non debbono pagare loro”, aggiunge. Per comprendere la reale situazione i comitati guardano a lunedì “quando i familiari contatteranno i responsabili delle Rsa per organizzare le visite”, dice Desire’ Pantaleoni, del Comitato #RsAperte.

“Oggi alla struttura di Bologna dove si trova mia mamma Giuseppina di 94 anni, affetta da demenza lobo frontale, non c’erano segnali che facevano pensare a un’apertura. Non capisco perché – aggiunge esprimendo soddisfazione per l’ordinanza (‘anche se è un primo passo’) – se ci sono tavolate anche di 10 persone sulle spiagge non posso stare con mia mamma, spingere la carrozzina e farle una carezza”. Ha raccolto “la protesta di centinaia di privati cittadini” Antonio Burattini, presidente del Comitato nazionale Anchise, che punta l’ attenzione su 4 aspetti dell’ordinanza, come la discrezionalità sulle visite ai direttori sanitari, il costo dei tamponi, gli spazi idonei e le strutture private non convenzionate. “Oggi con altri tre familiari siamo andati alla struttura di Civitavecchia e abbiamo portato un mazzo di fiori alle signore ma lo abbiamo consegnato a un operatore che lo ha a sua volta consegnato. Sicuramente nei prossimi giorni le cose saranno diverse ma non ci aspettiamo stravolgimenti”.

“Mia mamma ha compiuto 90 anni il 26 aprile e abbiamo festeggiato dietro una finestra. Oggi l’ho vista qualche minuto da lontano. Spero di riabbracciarla presto”. Infine il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga parla di “ottimo lavoro congiunto” ma dice “no a inutili polemiche” mentre in Veneto l’ordinanza verrà trasmessa ufficialmente domani alle aziende Ulss e in Puglia 100 gestori plaudono alle visite ma chiedono sostegni alle strutture.

Promo