Andria, sequestrati beni per 80 milioni di euro al re degli assalti ai portavalori

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Un patrimonio finanziario e immobiliare dal valore di 80 milioni di euro è stato sequestrato al pluripregiudicato di Andria Giuseppe Magno, di 55 anni, ritenuto dagli investigatori il ‘re’ degli assalti a portavalori e catturato in provincia di Lecce il 18 aprile 2020 dopo una latitanza durata sedici anni. Nei confronti dell’uomo è in corso il processo di primo grado.

Il sequestro è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Bari in esecuzione di un decreto dell’ufficio misure di prevenzione del Tribunale di Bari su proposta della Procura della Repubblica di Trani. Si tratta beni immobili, aziende agricole, beni di lusso e conti correnti vari che secondo l’accusa sono stati accumulati da Magno (che ora è detenuto nel carcere di Trani) nel corso della sua trentennale attività illecita.

Nel corso delle indagini sono stati analizzati tutti gli acquisti, le costituzioni aziendali e le movimentazioni finanziarie che Magno e la sua famiglia avevano compiuto nell’ultimo trentennio ricostruendo tutto il capitale accumulato, mettendo in luce la provenienza illecita delle risorse finanziarie utilizzate e dimostrando come nel corso degli anni Magno avrebbe reinvestito i proventi illeciti nell’acquisto di beni e nella creazione di varie aziende agricole incrociando attività lecite con quelle illecite. Lunga la carriera criminale di Magno il cui primo arresto per furto d’auto risale al 1988.

Da quel momento è stata una escalation costellata da furti, ricettazioni, rapine, reati in materia di armi ed assalti portavalori , culminata con il tentato omicidio di una guardia giurata durante un fallito assalto ad un bancomat. Poi la latitanza e l’arresto dell’aprile 2020. Al 55enne, andriese e alla sua famiglia sono stati sequestrati 119 terreni agricoli, per un’estensione totale di oltre 530 ettari, 3 aziende agricole, 6 autovetture, tra cui una Porsche Panamera, disponibilità finanziarie varie e ben 29 immobili, tra i quali sia l’immenso autoparco di Via Canosa 400 sia il cosiddetto “Castello”, l’abitazione residenziale divenuta simbolo del suo potere criminale, che da sola ha un valore stimato di circa tre milioni di euro.

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