Droga ma non solo, il clan arrivava anche nel consorzio delle ambulanze. I dettagli dell’operazione Japan

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Con l’operazione effettuata questa mattina su coordinamento della Dda di Lecce denominata “Japan” (17 ordinanze di custodia cautelare in carcere, ma 2 non ancora eseguite perché latitanti), la Squadra Mobile di Taranto ha disarticolato un clan di mala che si era ricostruito, ha interrotto un lucroso traffico di droga a Taranto, e spezzato i canali di approvvigionamento alimentati dalla piazza di Brindisi. Uno degli arrestati era riuscito a inserirsi anche nell’attività di un consorzio di ambulanze che lavorava con Asl Taranto. A spiegarlo, Fulvio Manco e Marcella De Giorgio, vertici della Squadra Mobile di Taranto. Recuperate anche droga e armi, 5 pistole e una mitraglietta Skorpion.

Cocaina e eroina la droga spacciata, ma anche hashish. Il clan era riconducibile a Giuseppe Cesareo, detto anche Giappone. Lo stupefacente era acquistato da Roberto Mazzuti, trafficante della provincia di Brindisi. Ma c’erano anche altri canali di approvvigionamento oltre a quello di Brindisi, seppure non ancora definiti dalle indagini. Contestato tra i reati anche l’estorsione con metodo mafioso.

Nell’organizzazione, un ‘cane sciolto’ cui non è stato contestato il 416 bis ma l’aggravante del metodo mafioso, operava soprattutto nel segmento del recupero crediti. In pratica, per rientrare di un prestito fatto, c’era chi lo contattava per far valere le maniere forti con il debitore. Proprio questa persona era entrata nel consorzio, e attraverso di lui il clan spadroneggiava. La presidente del consorzio era stata minacciata pesantemente, “finirai tra quattro tavole” hanno ricostruito gli inquirenti, e la donna, aveva anche confidato queste minacce e detto “se mi succede qualcosa, mettetemi il vestito buono che ho nell’armadio”.

L’uomo aveva modi violenti anche con i medici, e l’Asl Taranto aveva segnalato il tutto al consorzio delle ambulanze ma non alla Questura. L’uomo fu così dapprima messo da parte dal consorzio e poi definitivamente allontanato. Il periodo preso in esame va da fine 2018 a fine 2020. Cesareo, durante le indagini era diventato molto accorto, specie nell’uso dei telefoni e anche a casa sua si parla poco per paura di essere intercettati, valutando di intestare schede telefoniche a cittadini extracomunitari”.

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