Scade contratto prof Covid, fine anno arriva prima

212 Visite

Tra il ponte del 2 giugno e la scadenza dei contratti del cosiddetto personale Covid, nelle scuole quella appena iniziata rischia di essere l’ultima settimana di lezione. E ad aggravare la situazione c’è il fatto che è possibile, grazie ad una ordinanza ministeriale, concludere gli scrutini entro la fine delle lezioni (ma iniziarli non prima del 1 giugno).

I timori arrivano dai sindacati e dagli insegnanti. “Così è una corsa contro il tempo”, dicono in coro. In particolare alcuni Uffici scolastici regionali, come il Lazio, hanno chiarito che se è vero che sono gli istituti, nella loro autonomia, a decidere in merito al calendario degli scrutini, rimane il fatto che “le scuole statali dovranno svolgerli, quando possibile, tra il 1 e l’8 giugno nei casi in cui lo svolgimento successivo richiederebbe la proroga del contratto di lavoro di almeno un docente”. Pertanto, scrive il provveditore, Rocco Pinneri, “le scuole sono invitate a completare le verifiche degli apprendimenti degli alunni in tempo utile per lo svolgimento degli scrutini”.

Non solo: nel caso in cui, di fatto, sia impossibile modificare il calendario degli scrutini, il preside dovrà chiedere all’Ufficio scolastico provinciale la proroga dei contratti del personale scolastico precario, “motivandola adeguatamente”. Il Lazio non è il solo su questa strada: anche nel Veneto il direttore generale Carmela Palumbo ha fissato la conclusione degli scrutini entro la fine delle lezioni, che nella regione terminano il 5 giugno “laddove nei consigli di classe siano presenti docenti assunti con contratti a tempo determinato”. Di fatto, questo significa concludere in largo anticipo la chiusura dell’anno scolastico, anche a causa della concomitanza con il ponte del 2 giugno, fanno notare docenti e sindacati.

“Quella appena iniziata sarà sostanzialmente l’ultima settimana di lezioni, salvo poi andare alla ricerca di “estensioni estive”; un danno per gli studenti che avranno minori opportunità di sottoporsi a valutazione nelle fasi finali dell’anno scolastico”, dicono Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda di Roma e Lazio per i quali, tra l’altro, “non è difficile prevedere che l’aver esteso l’obbligo di effettuare gli scrutini entro l’ 8 giugno significa che gli studenti avranno un minor numero di valutazioni e che ciò potrà essere fatto valere in una eventuale sede di contenzioso”. Molto critico anche il sindacato Unicobas: “Dopo l’ondata di proteste contro l’idea di posticipare la fine dell’anno scolastico al 30 giugno, il Ministro fa inversione a U e in modo del tutto incongruente decide addirittura per l’anticipo.

In un anno caratterizzato da frequenza a singhiozzo, uso dilagante della DAD, slalom fra quarantene e difficoltà di vario tipo, l’anno scolastico dunque verrebbe accorciato. L’anticipo degli scrutini va respinto perchè agli studenti non può essere sottratto altro tempo scuola in un anno così difficile, perché é legittimo che tutto il tempo disponibile e programmato venga utilizzato per completare il percorso, compensare lacune, evitare risultati finali negativi. Il problema vero, per il Ministero, è la scadenza dei contratti Covid stipulati a molti supplenti fino al termine del 10 giugno”. Intanto lo Snals annuncia di essere pronto a mobilitarsi se non verrà modificato il decreto Sostegni bis che, a detta del sindacato, avrà pesanti conseguenze sull’avvio del prossimo anno scolastico. Per la conclusione di quest’anno invece, i calendari prevedono che le prime regioni a chiudere i cancelli di scuola saranno, il prossimo 5 giugno, Veneto, Emilia Romagna, Marche e Molise. L’8 giugno terminerà l’anno scolastico in Valle D’Aosta, Lombardia, Sicilia e Lazio. Il giorno successivo in Liguria e Umbria; il 10 giugno, i cancelli si chiuderanno in Trentino, Friuli, Toscana e Abruzzo. Piemonte, Basilicata e Puglia chiuderanno l’anno scolastico l’11 giugno; Campania, Calabria e Sardegna il 12 giugno. Gli ultimi saranno a Bolzano, il 16 giugno.

Promo