Abitare, Cgil: quale welfare per l’anziano. Riorganizzarsi per invecchiare meglio a casa

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“Abbiamo tutti diritto ad una vecchiaia dignitosa. Questo è un momento cruciale per gli anziani: troppi se ne sono andati con il Covid e chi è rimasto ha trovato tanta solitudine, servizi carenti e poca assistenza domiciliare. Questa evidenza impone, ancora una volta, la necessità di riorganizzarsi per invecchiare meglio a casa”. Con queste parole il segretario generale dello Spi Cgil Bat, Felice Pelagio, presenta l’iniziativa che si svolgerà venerdì 28 maggio, alle ore 10.00, in diretta sulla pagina Fb dello Spi Cgil Bat (https://www.facebook.com/spicgilbat).

 

Introduce i lavori il segretario generale dello Spi Cgil Bat, Felice Pelagio. Intervengono: Giovanna Bruno, sindaco Comune di Andria, Biagio D’Alberto, segretario generale Cgil Bat, Debora Cilento, consigliere regionale 3^ commissione (sanità e welfare), Ottavia Matera, dirigente Servizi sociali Comune di Andria, Mauro Abate, presidente regionale Confcooperative Sanità, Bernardo Lodisposto, presidente Provincia Bat, Anna Maraschio, assessore regionale Ambiente e Politiche abitative. Conclude: Gianni Forte, segretario generale Spi Cgil Puglia. Modera e coordina la giornalista Floriana Tolve.

 

“Grazie alle battaglie dello Spi in Puglia è stata approvata la Legge sull’invecchiamento attivo e in buona salute.  Oggi siamo pronti per una discussione risolutiva di una Legge Nazionale sulla non autosufficienza, già da lungo tempo invocata e rivendicata dalle organizzazioni sindacali per rispondere meglio a bisogni della persona anziana e del suo stato di salute; ciò rappresenta per le istituzioni preposte vere e proprie cartine di tornasole che denotano la sensibilità sociale, la garanzia del il welfare e che oggi è possibile affrontare attraverso il piano di investimenti che il Governo e l’Europa si è impegnato a realizzare con le misure previste del PNRR entro il 2026. Oltre alla sanità, l’invecchiamento e l’abitare rappresentano delle priorità per le politiche sul welfare nei prossimi anni. Siamo un Paese che continua ad invecchiare e riteniamo che laddove sia possibile lo si debba fare a casa, anzi siamo convinti che invecchiare a casa debba essere riconosciuto come un diritto!”, conclude Pelagio.

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