Lavoro: “sostituiti da app”, licenziati addetti musei in Puglia

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Vicini al licenziamento, che scatterà dal 1 settembre prossimo dopo un periodo di cassa integrazione, perchè un’app ha di fatto sostituito le prenotazioni di alcuni servizi di fruizione che prima assicuravano. Sono i 23 dipendenti di Nova Apulia, la cooperativa che in Puglia si occupa di servizi museali in diversi siti: Museo archeologico nazionale di Taranto (MarTa), Castello Svevo di Bari, Parco Archeologico di Monte Sannace e Castello di Gioia del Colle, il Parco Archeologico e Museo di Egnazia, Castel del Monte e il Castello di Trani. Oggi la loro protesta è approdata a Taranto con un sit in davanti all’ingresso del Museo. “Dopo vent’anni di lavoro siamo stati sbattuti fuori dal sito che abbiamo contribuito a far crescere – hanno detto i lavoratori nel corso del presidio -. Il nostro diritto al lavoro è stato calpestato, in primis perchè il ministero non ha bandito una gara che ci avrebbe consentito di rimanere nel nostro posto ed erogare il nostro servizio. Senza di noi, i Musei di Puglia perderanno in qualità, in accoglienza, in bellezza”.

Barbara Neglia, segretaria regionale della Filcams Cgil Puglia, ha spiegato: “Questa mattina siamo stati davanti al MarTa di Taranto con tutti i lavoratori dei siti museali pugliesi estromessi dal loro servizio. Si sarebbe potuta valutare una gara ponte che consentisse a tutti loro di rimanere al loro posto – aggiunge Neglia – Il Museo di Taranto, a fronte di questa vicenda umana, chiude la pratica sostituendo questi lavoratori con un programma che consente l’acquisto dei biglietti on line”.

Eva Degl’Innocenti, direttrice del Museo nazionale di Taranto, replica manifestando solidarietà al personale di Nova Apulia e chiarendo che le accuse sindacali di “non aver ricercato soluzioni idonee a salvaguardare i livelli occupazionali dei lavoratori della società Nova Apulia presso il Museo, sono del tutto infondate”. Degl’Innocenti sostiene di aver verificato, interfacciandosi con le diverse istituzioni coinvolte, “la possibilità di prorogare la concessione per i servizi aggiuntivi, constatando tuttavia l’impossibilità di una ulteriore proroga che sarebbe stata quindi in contrasto con le disposizioni di legge”. Infine, circa l’accusa di “di aver riaperto il Museo di Taranto prevedendo ingressi gratuiti e l’utilizzo di un’app di prenotazione”, Degl’Innocenti rileva che “il Museo Archeologico Nazionale di Taranto non ha attivato un’app sulla propria piattaforma digitale, ma un sistema di prenotazione ed acquisto di biglietti e-ticketing da tempo necessario ed atto a migliorare la fruizione del Museo da parte del pubblico”.

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