Per l’arsenale dell’ex giudice, armi nascoste in masseria e soldi in una finta presa di corrente

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Erano nascoste nel muro della cucina, coperte dagli elettrodomestici, le armi trovate e sequestrate ieri dagli agenti della squadra mobile di Bari nella masseria di Andria di Antonio Tannoia, l’imprenditore di 55 anni arrestato lo scorso 13 maggio assieme all’ex giudice Giuseppe De Benedictis e ad Antonio Serafino, di anni 43, caporal maggiore scelto dell’Esercito italiano.

Tutti sono indagati per porto e detenzione di armi da guerra ed esplosivi, di armi comuni da sparo e di munizionamento per armi da guerra e per armi comuni. Sono stati trovati una pistola semiautomatica marca Remington mod. 1911 cal. 45, corredata di caricatore e cartucce, una pistola semiautomatica marca Walther mod. P.38 cal. 9×19, corredata di caricatore e cartucce, una pistola di provenienza belga, cal. 6.35, un fucile d’assalto Sabre Defence mod, XR15 cal. 223 Remington corredato di caricare e di 19 cartucce, un fucile mitragliatore del tipo MG42 e uno d’assalto del tipo MP40 e parti di arma (canna, otturatori, cartuccere, caricatori per armi da guerra) e circa un migliaio di munizioni di vario calibro, anche da guerra.

Tutto il materiale sequestrato si presentava in perfetto stato di conservazione. A casa dell’ex giudice, in una finta presa per la corrente elettrica, sono state rinvenute e sequestrate 1.100 sterline e documenti bancari. Ulteriori accertamenti verranno quindi effettuati sulle armi appena sequestrate, anche al fine di verificare se le stesse siano state utilizzate in precedenti episodi delittuosi

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