Scuola: Sasso a Bisceglie, “A settembre si deve riaprire”

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“A settembre si deve riaprire, ma si riapre e non si chiude mai. La scuola non chiuderà mai”. Lo ha detto il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso, a Bisceglie (Barletta-Andria-Trani), durante la visita istituzionale al III circolo “don Bosco”. “Ci sono 6 mila istituti in tutta Italia – ha spiegato – che hanno aderito al piano estate: diamo la possibilità ai bambini di socializzare, ma gli obiettivi più importanti, ha spiegato, “augurandoci che non ci sia l’ennesima ondata pandemica”, sono “vedere le scuole aperte” e “sentir suonare le campanelle. Questo è l’augurio e l’impegno”.

“Sebbene il primo anno tutto il mondo si sia fatto trovare impreparato, a settembre dell’anno scorso – ha anche detto Sasso – noi purtroppo sapevamo che ci sarebbe stata una seconda ondata e non siamo riusciti a far di meglio che chiudere le scuole. C’era un altro governo, chiaramente non c’erano i vaccini: oggi grazie soprattutto a quello, forse, riusciamo a vedere la luce fuori dal tunnel”. Sasso ha evidenziato diversi problemi: “Costava tanto fare dei dispositivi di aerazione? Costava tanto pensare a qualcosa di diverso? Costava tanto pensare ai tamponi salivari”, convalidati a fine maggio “dopo la richiesta pressante del sottoscritto all’Istituto Superiore di Sanità”?. “Quante volte questa scuola avrà chiuso – ha detto ancora indicando l’istituto biscegliese -, io mi auguro poche, ma tante scuole hanno chiuso per la quarantena di un singolo dipendente, di un singolo bambino, quando bastava fare quello che hanno fatto nella vicina Francia. La politica – secondo il sottosegretario – deve essere all’altezza, a tutti i livelli istituzionali, dello sforzo che hanno fatto loro: bambini e famiglie durante la didattica a distanza, personale docente, personale Ata, tutti i dirigenti dei servizi generali, amministrativi e dirigenti scolastici. Dobbiamo fare sintesi – ha concluso Sasso : la politica può dare le risorse economiche, chi vive il mondo della scuola può decidere come spenderle”.

 

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