Mafia, la Cassazione conferma le condanne per mandanti e esecutori dell’attentato in cui morì il calciatore Martimucci

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Sono state confermate dalla Corte di Cassazione le condanne per omicidio volontario per la morte di Domenico Martimucci, ferito molto gravemente ad Altamura nell’attentato del 5 marzo 2015 con l’esplosione di un ordigno al “Green Table” e deceduto il primo agosto dopo cinque mesi di agonia.

Le pene sono definitive: 30 anni di reclusione per Mario Dambrosio, ritenuto il mandante del delitto, e 18 anni per Luciano Forte, complice nel delitto. Già chiusa la vicenda giudiziaria, con condanna a 20 anni confermata in Cassazione, per il materiale esecutore dell’attentato Savino Berardi.

Come ricostruito dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari  e dai carabinieri del comando provinciale, l’attentato fu un segnale forte per ottenere il predominio nel settore dei giochi elettronici. Era da poco trascorsa la mezzanotte quando avvenne la deflagrazione che sfondò un muro e una vetrata. Diversi giovani rimasero colpiti dai frammenti e tra loro Martimucci riportò ferite gravissime, in condizioni disperate.

La morte di Domenico Martimucci, per tutti Domi, ha scosso molto Altamura. Il calciatore 27enne è diventato un simbolo della legalità e il suo nome è stato iscritto dall’associazione antimafia ”Libera” di don Luigi Ciotti nell’elenco delle vittime innocenti della mafia.

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