Popolare Bari: l’ad, ora trasformazione digitale e pmi

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L’Italia si appresta a ripartire lasciandosi alla spalle la fase più acuta della pandemia Covid e la Banca Popolare di Bari, salvata con i fondi delle altre banche private e dello Stato dopo un buco di oltre 1,1 miliardi, guarda ora ai prossimi mesi per portare avanti una necessaria ‘trasformazione all’insegna del digitale’ e tornare alle origini concentrandoci su famiglie e pmi. L’ad Giampiero Bergami, emiliano e con una lunga carriera bancaria alle spalle in grandi gruppi, è arrivato a Bari nello corso settembre, nominato dal nuovo socio di maggioranza Mediocredito Centrale (controllato dal Mef) in concomitanza con la fine dell’amministrazione straordinaria.

In una conversazione con l’ANSA non nasconde le difficoltà di una fase straordinaria per il paese e per il comparto bancario. Certo le misure anti Covid, moratorie e finanziamenti garantiti dallo Stato hanno aiutato a mantenere il flusso di liquidità a clienti il cui “merito di credito è strettamente monitorato come sta facendo tutto il sistema bancario” su richiesta degli appelli quasi quotidiani che arrivano dalla Bce e dalla Banca d’Italia. Le autorità non vogliono infatti che, allo scadere della moratoria, a fine 2021, si abbia una improvvisa esplosione degli npl che le banche italiane sono riuscite a ridurre grandemente in questi ultimi anni.

In ogni caso la ripartenza per la Bari non è facile. Il danno reputazionale c’è stato dalla gestione della famiglia Jacobini e poi il lavoro dei commissari straordinari, che hanno salvato la banca mettendola in sicurezza e che però avevano alcuni limiti operativi ulteriormente acuiti dal Covid. Inoltre i territori in cui la banca è insediata: Puglia, Umbria, Abruzzo e Basilicata non possono contare su quelle filiere industriali estese e votate all’export che non non hanno mai smesso l’attività o sono state le prime a ripartire. L’attivo, secondo i dati dei pochi mesi della gestione targata Mcc, si è comunque attestato a 10.692 miliardi e l’indice di patrimonio CET1 Ratio è pari al 20,04%, ben sopra i limiti. La vera sfida è ora ritrovare la redditività in un settore come quello bancario alle prese con tassi ai minimi, sviluppo della tecnologia e riduzione dei costi. E su questo Bergami conta di agire: da un lato il piano per la riduzione delle filiali, in accordo con in sindacati, prosegue (sono previste 230 a fine anno con un taglio di 90) e del loro revamping.

Dall’altro l’istituto tornerà a concentrarsi su famiglie e pmi lasciandosi alle spalle rischiose operazioni con gruppi grandi e medi. Già ora il portafoglio clienti e’ oramai concentrato su questa classe di clienti ai quali la banca conta di offrire prodotti finanziari e assicurativi adeguati forniti da partner di prima qualità che saranno presto individuati. Mcc è un azionista “paziente e intelligente” e la Bari “agisce nell’ambito della missione del gruppo e come braccio operativo al Sud”, territorio che ha bisogno di una intermediazione creditizia efficiente ora più che mai che il paese, le persone, il turismo tornano a muoversi.

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