La carica dei 12enni, in fila come al concerto

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C’è chi è arrivato dalla sera prima per paura di non farcela. Quasi tutti sono in largo anticipo rispetto all’ora fissata per l’inizio. Così sin dalle primissime ore della mattinata centinaia di giovanissimi si sono ritrovati in fila come per un concerto rock. E’ stato un successo superiore alle attese Rieti il primo Junior Open day del Lazio per le vaccinazioni dei ragazzi tra i 12 e i 16 anni. Un segnale chiaro del fortissimo desiderio degli adolescenti, che più di tutti hanno sofferto le limitazioni imposte da oltre un anno di pandemia, di tornare al più presto alla vita sociale di sempre. Un’esigenza ancora più pressante ora che l’estate è alle porte. Già a metà mattinata si è raggiunto il sold out.

Così, per soddisfare le richieste, è stato necessario raddoppiare le programmate 120 dosi di Pfizer, finite esaurite in poche ore. Quella di Rieti è un’esperienza destinata a fare da apripista non solo nel Lazio- che si appresta ad aprire le prenotazioni per questa fascia d’età a partire dal 15 giugno con 30mila dosi di partenza- ma in tutta Italia. Sinora soltanto la Puglia ha programmato le somministrazioni agli under 16 (150 a Bari):non a tutti però, soltanto ai fragili e ai loro familiari, e per chiamata diretta. Nessuna prenotazione è stata richiesta per la prima volta degli adolescenti nel Lazio. Bastava presentarsi, accompagnati dai genitori, all’ospedale provinciale de’ Lellis di Rieti a partire dalle 9 con la tessera sanitaria in mano. Così si è scatenata subito la corsa al vaccino. Tra i primi a ricevere l’inoculazione un ragazzino di 12 anni, arrivato con i familiari sin da ieri sera. “Temevo di non riuscire a fare il vaccino – ha raccontato- ed è importante farlo per tornare alla libertà”.

Riprendersi la vita di prima è l’obiettivo di tutti i giovanissimi in fila. “Quando ho saputo dello Junior open day non ci ho pensato due volte. E’ un’occasione importante”, dice Dario, un ragazzo di 16 anni che fa atletica e che appena ricevuto il vaccino si sente “più sereno”. In tanti vogliono scrivere il loro messaggio nel libro delle dediche a disposizione nell’area d’attesa post-somministrazione di chi si è vaccinato.

“Ora posso viaggiare in tutto il mondo” si entusiasma uno di loro. Qualcun’altro pensa alla sua passione, il calcio: “dopo questo vaccino potrò finalmente andare a tifare Italia allo stadio”. “L’ho fatto per la patria”, azzarda con tono trionfante un altro ragazzo. Tra i commenti più maturi c’è senz’altro quello di Elisa: “domani (ndr, oggi) è il mio compleanno, credo di essermi fatta un grande regalo”.

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