Nuovo filone su Taranto nell’inchiesta di Potenza, il Gip: “Favori per amici di Capristo, per gli altri la legge”

“Per gli amici, i favori; per gli altri, la legge”. Si sintetizza in questa frase il modo nel quale, secondo i magistrati di Potenza, l’ex procuratore di Trani e poi di Taranto Carlo Maria Capristo intendeva il suo ruolo. Nell’ordinanza che oggi ha portato all’arresto, tra gli altri, dell’avvocato Piero Amara e alla misura dell’obbligo di dimora per Capristo, il gip evidenzia “un asservimento durevole della funzione giudiziaria da parte di Capristo, sia quale procuratore della Repubblica di Trani che quale procuratore della Repubblica di Taranto”.

“Il fil rouge che lega gli episodi” contestati dai magistrati lucani “è la modalità di gestione dell’ufficio di procura e di esercizio della funzione di procuratore della Repubblica da parte di Capristo, sia a Trani che a Taranto, orientata nel senso tipicamente corruttivo-collusivo e sintetizzata nella seguente bipartizione comportamentale: per gli amici, i favori; per gli altri, la legge”.

L’ex Procuratore della Repubblica di Trani e Taranto, Carlo Maria Capristo, “in cambio delle utilità ricevute dal duo Amara-Paradiso svendeva la sua funzione in modo stabile, continuativo e incisivo”. Lo ha scritto il gip di Potenza, Antonello Amodeo, nell’ordinanza con la quale ha disposto l’arresto dell’avvocato Piero Amara e del poliziotto Filippo Paradiso. Entrambi sono in carcere, mentre per Capristo è stato disposto l’obbligo di dimora a Bari.

“Di particolare pregio”, ha messo in evidenza il magistrato potentino, “per comprendere il livello osmotico che avevano assunto i rapporti tra Amara, Paradiso e Capristo, la circostanza che Amara avesse spostato, dopo la nomina di Capristo a Taranto nel 2016, la sede sociale delle sue società operanti nel settore ambientale da Roma alla provincia di Taranto, quasi a sottolineare plasticamente che si poneva sotto l’ombrello protettivo di Capristo”.

Il gip ha inoltre scritto che è emerso “un estesissimo network di rapporti e relazioni” creato da Capristo, Amara e Paradiso “anche di alto livello istituzionale e politico, finalizzato a strumentalizzare in loro favore le funzioni pubbliche”.

 

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