Approvato il DPCM sul Green Pass, informazioni utili su come funzionerà nel nostro Paese

Il nostro Governo ha  firmato anche il DPCM che regola il Green Pass nel nostro paese: le “Certificazioni verdi digitali COVID-19”, oltre a rendere operativo nel nostro paese il Green Pass europeo, serviranno per gli spostamenti tra regioni (solo nel caso ci sia un peggioramento delle fasce di rischio che porterà a colori diversi dagli attuali bianco e giallo), per prendere parte ad eventi pubblici (feste, discoteche, cerimonie ed eventi sportivi) e per accedere alle strutture sanitarie assistenziali (RSA).
Cerchiamo di capirci di più partendo proprio da che cos’è il Green Pass?
I “green pass” certifica almeno una di queste tre condizioni: l’avvenuta vaccinazione contro il coronavirus, la guarigione dall’infezione o la negatività al virus tramite tampone molecolare o antigenico. Vengono rilasciati gratuitamente dalle autorità nazionali e sono disponibili in formato digitale o cartaceo con un codice: per ognuna delle tre condizioni viene emesso un certificato distinto, con un suo codice QR.
A cosa serve il Green Pass? Esaminiamo le diverse opzioni.
Serve a spostarsi liberamente in Italia (solo nel caso qualche regione, provincia o comune dovesse tornare in fascia di rischio arancione o rossa, altrimenti lo spostamento rimane libero in fascia bianca o gialla) e in Europa (tra i 27 Paesi membri della UE e in Islanda, Norvegia, Liechtenstein e Svizzera) tramite il collegamento con il Green Pass europeo; a partecipare a spettacoli, eventi sportivi, concerti, feste, cerimonie (come i matrimoni, comunioni o lauree) con più persone di quanto finora stabilito dalle norme attuali; ad entrare in discoteca se sarà varata effettivamente la riapertura a luglio; ma anche  per andare a trovare gli anziani nelle RSA.
Non servirà invece come requisito di accesso per bar, ristoranti, negozi, centri commerciali e hotel.
Il Green Pass come si ottiene?
Ci sono più formule.
Le certificazioni possono essere scaricate online in diversi modi: tramite il sito web della Piattaforma nazionale-DGC (già attivo), autenticandosi con il proprio SPID oppure tramite il numero di tessera sanitaria e l’authcode, un codice che verrà inviato a tutti i vaccinati Covid-19; il fascicolo sanitario elettronico; le app Immuni e quella IO (quella per il Cashback, per intenderci, con procedura semplificata rispetto ad Immuni).
E chi fosse impossibilitato o fosse poco tecnologico?
Per chi invece non disponga di strumenti digitali (computer o smartphone) rimane la possibilità di rivolgersi al proprio medico di base, al pediatra o in farmacia per il recupero e la stampa del proprio certificato. Tutte le certificazioni associate alle vaccinazioni effettuate saranno rese disponibili entro il 28 giugno.
Cosa fare se non si riesce a scaricare il Green Pass? Chi può aiutarci?
Per l’assistenza tecnica c’è un call center attivo tutti i giorni dalle 8 alle 20, al numero 800 91 24 91. In alternativa si può inviare una mail a cittadini@dgc.gov.it. Per informazioni su aspetti sanitari il numero di pubblica utilità è 1500, attivo tutti i giorni 24 ore su 24.
Il Green Pass è a pagamento?
Chiariamo, il certificato è gratuito per tutti. Tranne alcuni casi.
Resta a pagamento solo una delle tre condizioni per ottenerlo, ovvero il tampone antigenico o molecolare, anche se ci sono luoghi per ottenere il tampone gratuito (come le postazioni della Croce Rossa davanti alle 11 principali stazioni ferroviarie italiane) e alcune regioni hanno deciso di coprire i costi di chi si fa il tampone per andare a trovare parenti anziani nelle Rsa.
In che lingua viene emesso il Green Pass?
Il certificato sarà emesso in doppia lingua, italiano e inglese, proprio per permetterci di viaggiare.
Da quando è attivo il Green Pass? Facciamo un po’ di chiarezza.
Il Green Pass nazionale è già attivo nella forma temporanea, utilizzando le certificazioni rilasciate da hub vaccinali, Asl, medici o farmacie, che fino al 30 giugno 2021 avranno la stessa validità della Certificazione verde Covid-19. La nuova modalità unica di rilascio attraverso  il sistema informatico  è entrata invece il vigore dal 17 giugno tramite il sito web della Piattaforma nazionale-DGC. Il Green Pass europeo invece sarà valido a partire dal 1° luglio.
Quanto dura il Green Pass?  Facciamo ora chiarezza sui tempi.
A seconda di quale condizione si attiva per ottenerlo, varia la validità. Per i vaccinati e per quanto riguarda il Green pass nazionale (quello europeo ha regole leggermente differenti in questo caso), il certificato è valido dal 15° giorno successivo alla prima dose di un vaccino riconosciuto dall’Aifa – Pfizer, Moderna, AstraZeneca o Johnson&Johnson – e per 9 mesi dalla data della seconda dose (quindi con durate leggermente più lunghi per i vaccini con il richiamo a più lunga distanza). Dura invece 6 mesi dalla guarigione in caso di infezione da Covid, e 48 ore nel caso di un tampone antigenico o molecolare risultato negativo.
Il Green Pass potrà essere revocato? Esaminiamo i casi
Sì, in caso di infezione da coronavirus. La positività verrà inserita nella banca dati del cittadino e dunque il sistema informatico bloccherà il rilascio del pass o annullerà la validità del Qr code già rilasciato fino a comprovata guarigione. Lo stesso avviene alla scadenza della validità del pass.
Se ancora non fosse tutto chiaro dove posso trovare maggiori informazioni?
Devo cliccare sul sito web della Piattaforma nazionale-DGC che contiene anche una sezione FAQ.

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