Sposato con una pugliese e padre di due bambini, il sindacalista ucciso sognava di tornare in Marocco

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Adil Belakhdim, 37 anni, il sindacalista del Si Cobas travolto da un camion durante un picchetto davanti al magazzino della Lidl a Biandrate era sposato con Lucia Marzocca, pugliese di Bari e abitava a Vizzolo Predabissi, nell’hinterland milanese, con lei e i due figli di sei e quattro anni che lo stavano aspettando in Marocco, a El Jadida, per le vacanze. Lui aveva già il biglietto pronto per partire e raggiungerli: il 27 sarebbe andato da loro. Hanno infatti comprato una casa in Marocco e pensavano di trasferirsi definitivamente lì.

Lucia è distrutta, sotto choc, tanti giornalisti la stanno chiamando per interviste e farle rilasciare dichiarazioni, ma ora lei non solo dovrà convivere con il dolore, ma anche affrontare tutti i problemi burocratici. La suocera abita a Terlizzi, mentre alcuni parenti risiedono a Ruvo. Lucia e Adil si sono conosciuti sette anni fa, lei era a Milano per studiare lingue: si sono innamorati e sposati e stavano bene. Lui si era ambientato subito in Italia, lei si era adattata alla vita in Marocco e da cinque mesi era là perché qui abitano in un paesino piccolo, dove c’è poco per i bambini e tenerli chiusi in casa era difficile mentre a El Jadida hanno tanti amici e si divertono. Il mese prossimo poi sarebbero venuti tutti in Puglia.

Adil era un bravo ragazzo, era portato per il suo lavoro e ci sapeva fare. Era una persona buonissima, viveva per la sua famiglia e il suo lavoro. I parenti tutti vogliono che sia fatta giustizia. Una cosa del genere non è concepibile. Lucia non sa se venire in Italia o aspettare la salma in Marocco. Intanto si prepara a partire per l’Africa il padre di Lucia, vuole andare a sostenere la figlia e organizzare il funerale. A Vizzolo Predabissi la sindaca Luisa Salvatori conosce bene la famiglia di Adil e Lucia. Dopo il suo arrivo in Italia, Belakhdim aveva lavorato in un magazzino della Tnt a Peschiera Borromeo e quando aveva perso il posto era tornato in Marocco per avviare un’attività. Ma il progetto nel suo Paese non è andato in porto e così Adil è tornato in Italia, dando impulso al coordinamento di Novara.

Aveva cominciato il suo impegno sindacale nel 2013. Si sentiva sfruttato nel lavoro e aveva capito che bisognava fare qualcosa, non solo per lui ma per tutti. Il sindacato evidenzia che “le condizioni di lavoro dei dipendenti delle aziende della logistica e delle aziende terziarizzate collegate a Lidl Italia sono note alla società e non è accettabile che Lidl Italia si disinteressi completamente rispetto alle condizioni di lavoro disumane dei suddetti lavoratori”.

La Filcams Cgil di Bari ha proclamato lo sciopero dei lavoratori Lidl per l’intera giornata di oggi 21 giugno e ha indetto un presidio di protesta davanti ai cancelli del magazzino Lidl di Molfetta nella mattinata di oggi.

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