Grano: avvio trebbiatura in Puglia, produzione in calo del 45%

Con l’avvio della trebbiatura in Puglia, il granaio d’Italia, prende il via la raccolta del grano stimata in calo del 45% a causa del clima pazzo con le gelate prima e la siccità dopo che ha dimezzato le rese fino a 12 quintale per ettaro, mentre la qualità risulta eccellente. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti Puglia che annuncia il via della trebbiatura nella regione con la maggiore produzione di grano grazie ad oltre 360mila ettari coltivati.

In provincia di Bari il calo della produzione a causa degli eventi estremi è verticale con punte che superano il 60%, mentre a Foggia – rende noto la Coldiretti Puglia – la situazione è molto variegata tra zone irrigue e non irrigue, dove comunque hanno inciso gelate e siccità e si stima una diminuzione fino al 35% della produzione di grano. “Le migliori varietà di grano duro selezionate, da Emilio Lepido a Furio Camillo, da Marco Aurelio a Massimo Meridio fino al Panoramix e al grano Maiorca, sono coltivate dagli agricoltori sul territorio pugliese che produce più di 1/4 di tutto il frumento duro italiano- sottolinea Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia- l’allarme globale provocato dal Covid ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza”.

La Puglia è il principale produttore italiano di grano duro, con 360.000 ettari coltivati e 9.990.000 quintali prodotto e valore della filiera della pasta in Puglia pari a 542.000.000 euro. “La domanda di grano 100% Made in Italy si scontra con anni di disattenzione e abbandono che nell’ultimo decennio – aggiunge Muraglia – hanno portato alla scomparsa di un campo su cinque con la perdita di quasi mezzo milione di ettari coltivati”. A colpire i campi regionali non sono solo i cambiamenti climatici che hanno provocato una riduzione delle rese, ma anche l’allarme incendi. “In provincia di Foggia i nostri agricoltori stanno trebbiando con grande lena per evitare il rischio fiamme che è sempre in agguato, specie con temperature torride come quelli di questi giorni.

 

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