Droga dall’Albania, era un magistrato di Valona il tramite poliziotti-trafficanti

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Il procuratore aggiunto di Valona Maksim Sota, agli arresti domiciliari con l’accusa di abuso d’ufficio, avrebbe fatto da tramite tra i trafficanti di droga e i poliziotti, perché questi agevolassero l’attività dei primi. È uno dei dettagli dell’indagine Shpirti che ha portato oggi all’arresto di 38 albanesi.

Le indagini hanno rivelato che a capo della presunta rete di narcotrafficanti, sgominata nell’operazione congiunta Italia-Albania, c’erano due poliziotti, gli ex capi scorta -nel 2016- dell’allora ministro dell’Interno albanese. Si tratta di Paul Deda e Hekuran Marku, presi in Spagna e finiti in carcere, ritenuti i proprietari della droga e gli organizzatori della filiera, facendo da scorta anche ai gommoni in partenza dalle coste albanesi.

Altri due poliziotti, arrestati per corruzione, sono i dirigenti di mare e di terra Ilirjan Balla e Festim Lelaj, accusati di garantire la partenza della droga in cambio di denaro. Ad occuparsi delle piantagioni era un funzionario comunale, dirigente di un municipio vicino Durazzo, Kurti Saimir: era lui -secondo gli investigatori- a prendere terreni in affitto e organizzare semina, coltivazione e raccolta dello stupefacente, fino allo stoccaggio e alla spedizione.

A Modugno, in provincia di Bari, è stato arrestato Daci Shkelzen, ritenuto il broker che teneva i contatti con l’Albania, in grado di far arrivare in Puglia, sulle coste di Polignano e Molfetta, tonnellate di droga che poi spediva nel resto d’Italia e in Europa. Gli altri arrestati sono tutti agricoltori, coltivatori e corrieri complici dei narcotrafficanti

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