Trani, uno dei commercianti taglieggiati: “Vivo ancora nel terrore per le ritorsioni del clan”

“Qua pagano tutti. Devi pagare anche tu. Pagano tutti i locali, pagano 1000 euro al mese, però visto che tu conosci a Vito e siete amici a te fa 500 euro al mese per tutto l’anno”. È solo una delle frasi e delle minacce estorsive che i commercianti di Trani sentivano dagli esponenti del gruppo criminale Corda – Lomolino che, questa mattina, sono stati arrestati dai carabinieri al termine di una indagine avviata nell’aprile 2016. Nel complesso sono 17 le estorsioni documentate, consumate o tentate, per un ammontare complessivo di 70 mila euro. Ristoranti, ma anche bar, pasticcerie e le cifre diventavano più alte nei casi di agenzie assicurative, dove arrivavano anche a 15 o 20 mila euro.

Le richieste venivano fatte per “aiutare i carcerati”, perché “abbiamo venti persone in carcere da mantenere, bisognare dare qualcosa per aiutare, tutti devono fare la loro parte per stare tutti tranquilli”, si legge nell’ordinanza. Le conseguenze potevano essere anche gravi per i ristoratori: “Devi pagare altrimenti stasera mando qualcuno incappucciato e faccio fare casino nel locale”. O, peggio ancora, in alcune intercettazioni è detto espressamente “Ti incendiamo qua il ristorante, vedi di qua di lato, la stradina pedonale? Ti incendiamo tutto”. Ma le minacce erano anche fisiche rivolte anche ai dipendenti dei locali, con frasi tipo: “altrimenti non lo facciamo camminare più”.

Un esercente ha detto agli inquirenti di avere “molta paura, stavo molto male, avevo paura di ritorsioni, vi confesso che ancora oggi vivo nel terrore, sto sempre in ansia e spesso faccio uso di farmaci per il mal di testa”. Mentre un altro, durante una conversazione, ha detto che “Mi sono sempre detto se dovessero venire a bussare prendo le chiavi vado al Tribunale e gliele do al giudice. Il problema è uno che la verità, che quando sono venuti poi ti passa tutta la vita davanti i sacrifici di 22, 25 anni”.

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