Ex Ilva, per i residenti del rione Tamburi “un rischio cancerogeno inaccettabile”

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Lo Stato Italiano ha inoltrato nuove informazioni al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa che vigila sull’esecuzione della sentenza della Corte europea dei Diritti Umani (Cedu) di Strasburgo del 24 gennaio 2019, diventata definitiva nel giugno dello stesso anno.

In merito alle emissioni del Siderurgico, l’Italia è stata condannata per la violazione degli articoli 8 e 13 della Convenzione, in quanto avrebbe violato il diritto al rispetto della vita privata e familiare dei 182 cittadini autori di due distinti ricorsi, poi riunificati. Il documento di informazioni richiesto dal Comitato dei Ministri era atteso entro il 30 giugno scorso. Daniela Spera, responsabile di Legamjonici, il Comitato che, tramite i legali Sandro Maggio e Leonardo La Porta, ha rappresentato 52 ricorrenti, riferisce che l’Italia ha specificato, in relazione alla qualità dell’aria, “che sulla base dei dati disponibili resi pubblici da Arpa Puglia, non sono attualmente accertate criticità circa lo stato della qualità dell’aria nella città di Taranto. Inoltre ha segnalato che le proroghe concesse sull’attuazione di importanti prescrizioni Aia non hanno effetti ambientali significativi e che nel 2020 non si sono verificate criticità significative”.

Legamjonici ha inoltrato “una dettagliata comunicazione -chiarisce Daniela Spera- con la quale sono stati segnalati i recenti risultati emersi dalla VDS (Valutazione del Danno Sanitario) che riconosce un rischio cancerogeno inaccettabile, per i residenti del rione Tamburi, anche per una produzione di 6 milioni di t/a di acciaio. È stato, inoltre, specificato che l’esposizione ai PM10 e PM2,5 di origine industriale impone l’attuazione di interventi finalizzati ad abbattere drasticamente questi inquinanti”.

Il Comitato europeo di Strasburgo, conclude l’ambientalista, “è stato anche informato circa la recente sentenza del Consiglio di Stato che, pur confermando la situazione di pericolo correlata allo svolgimento dell’attività produttiva dello stabilimento siderurgico, ha rilevato ritardi e criticità nell’attuazione del piano ambientale”.

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