Ritornare alla normalità ascoltando musica dal vivo e rinunciando, finalmente, a quegli spettacoli visti soltanto in tv, in un inverno lungo e complesso, dettato dalle difficoltà imposte dal Covid-19. È quello che devono aver pensato e provato i numerosi spettatori che hanno assistito sabato scorso ad uno dei più importanti eventi musicali dellestate pugliese.
A Corato, nella suggestiva cornice di Parco SantElia, Raphael Gualazzi, accompagnato da Simona Molinari, ha deliziato la platea presente nella terza tappa del suo live tour 2021, che lo vedrà impegnato sino a settembre in tutta Italia. Dopo i primi due concerti tenutisi a Verona e Milano alla fine dello scorso mese, il cantautore e pianista italiano, originario di Urbino, ha fatto tappa a Corato nellambito del Programma Straordinario 2020 Cultura e Spettacolo della Regione Puglia.
Per lappunto, Radio Italia Anni 60 ha presentato il progetto Murex 6,0 nel quale figurano appuntamenti volti alla valorizzazione del patrimonio culturale ed architettonico del territorio. Fulcro del progetto condiviso da una delle principali emittenti radiofoniche di Puglia e Basilicata è stato proprio il concerto che ha visto come protagonisti due artisti di fama nazionale ed internazionali come Raphael Gualazzi e Simona Molinari. Straordinaria lesecuzione dei suoi cavalli di battaglia che spaziano dal jazz, al blues e al genere fusion.
La carriera di Gualazzi è al momento costernata da grandi successi, molti dei quali eseguiti proprio sabato scorso sul palco allestito allinterno di Parco SantElia a Corato. Il cantautore e pianista di Urbino ha vinto la categoria giovani al Festival di Sanremo 2011 con Follia d’amore e, nello stesso anno, ottenne il secondo posto all’ Eurovision Song Contest. Un secondo posto ottenuto anche al Festival di Sanremo 2014 con Liberi o no in collaborazione con The Bloody Beetroots. Ha partecipato alla 70° edizione del Festival di Sanremo con il brano Carioca.
Soddisfazione ha espresso Mary Rubini, editrice di Radio Italia Anni 60. «Abbiamo lavorato instancabilmente nell’ultimo mese (con il prezioso coordinamento degli Uffici preposti del comune di Corato) al fine di definire, in maniera meticolosa, ogni dettaglio sia artistico che tecnico, con un grande occhio di riguardo agli aspetti legati alla sicurezza. Siamo orgogliosi del risultato, consapevoli che i nostri sforzi renderanno meno gravoso il lavoro di chi continuerà a fare arte e cultura, sul territorio, dopo di noi. D’altra parte, la condivisione di esperienze e conoscenze è da sempre alla base del nostro modus operandi».
Katia Simone

