Sociale. Dalla Caritas di Cerignola cinque borse lavoro per detenuti

Cinque borse lavoro, cinque opportunità per reintegrarsi nel tessuto sociale da cui sono stati allontanati a causa delle reclusione carceraria. Si chiama ‘Liberiamo la Speranza’ il progetto, avviato dalla Caritas diocesana di Cerignola-Ascoli Satriano con l’Uepe, l’Ufficio di esecuzione penale esterna di Foggia e finanziato con i fondi OttoxMille della Chiesa cattolica, che vuole sensibilizzare la comunità in materia di giustizia e di misure alternative. Il progetto ha previsto tre step: la formazione di un gruppo di operatori e di volontari capaci di operare nei vari contesti come le parrocchie, le associazioni e le cooperative, l’assistenza domiciliare alle famiglie dei detenuti, con particolare attenzione ai minori e infine l’assegnazione delle cinque borse lavoro che vogliono favorire processi di accoglienza e di integrazione sociale dei detenuti attraverso un percorso inclusivo e partecipativo. I borsisti avranno un regolare contratto di lavoro della durata di sei mesi nelle imprese disponibili ad assumerli.

Per don Pasquale Cotugno, direttore Caritas diocesana, con il progetto “la Chiesa insegna il valore come strumento attraverso il quale si può davvero avviare un processo di integrazione e di rinnovamento dell’intero nucleo famigliare per scardinarsi da un sistema culturale e sociale che tenta di affiliare e sottomettere gli uomini a una logica criminale e illegale. Il lavoro, regolarmente pagato e disciplinato da un contratto, apre gli uomini a una logica di corresponsabilità e di autonomia – prosegue – le borse lavoro rappresentano un vero punto di partenza per la creazione di nuovi stili di vita”.

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