Mare, Puglia prima in Italia per qualità delle acque di balneazione

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Prima in Italia per qualità delle acque di balneazione. La Puglia conquista il gradino più alto del podio seguita da Sardegna e Toscana. È l’esito del lavoro di controllo e monitoraggio condotto dal ‘Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente’, la rete che coordina le varie Agenzie regionali per l’ambiente presenti sul territorio nazionale tra cui l’Arpa Puglia.

Lungo i quasi 1.000 chilometri di costa pugliese la Regione ha individuato 676 tratti destinati alla balneazione, che corrispondono a un totale lineare pari a circa 800 chilometri: in particolare sono state individuate 254 acque di balneazione in provincia di Foggia, 46 in provincia di Bat, 78 in provincia di Bari, 88 in provincia di Brindisi, 139 in provincia di Lecce e 71 in provincia di Taranto.

Come ogni anno tra aprile e maggio, in ogni “punto stazione” sono stati misurati diversi parametri meteo-marini, mentre in laboratorio sono analizzati i campioni per la determinazione della carica batterica, calcolata rispetto a valori soglia di due parametri microbiologici: Enterococchi intestinali ed Escherichia coli, indicatori di inquinamento di origine fecale.

“Una bellissima notizia, che ci inorgoglisce e ci investe di nuove responsabilità”, commenta l’assessora regionale all’Ambiente della Puglia, Anna Grazia Maraschio, spiegando che “il dato, frutto anche della generosità della natura, rafforza la consapevolezza che quella intrapresa sia la strada da seguire: investimenti in infrastrutture, tutela dell’ecosistema marino che porta con sé una sterminata prateria di occasioni di crescita sostenibile. Non ce le lasceremo sfuggire”.

“L’ultima classificazione ufficiale relativa al quadriennio 2017-2020 evidenzia come -le parole del direttore generale di Arpa Puglia, Vito Bruno- le acque marino-costiere pugliesi destinate alla balneazione abbiano raggiunto la classificazione “eccellente” nel 99,8% del numero totale di punti controllati, che diventa il 99,9% se si considera la complessiva estensione lineare dei tratti costieri sottoposti a monitoraggio”.

L’unico punto su cui “c’è una minima attenzione in più da porre è la zona del Candelaro che è segnalata da anni a livello nazionale e regionale ma anche lì, i dati sono in progressivo miglioramento”, ha aggiunto Bruno.

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