Energia. Legambiente: da tar Puglia stop a parco eolico di Volturino (Fg)

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“La sentenza del Tar ci chiama tutti a riflettere sulla necessità di ascolto dei territori in cui tali progetti vengono presentati, ma allo stesso tempo non possiamo arrestare la riconversione energetica del nostro Paese che ha l’urgente necessità di abbandonare le fonti fossili”. È il commento del presidente di Legambiente Puglia, Ruggero Ronzulli, alla sentenza del Tar Puglia che ha bloccato il progetto di installazione di un mega parco eolico industriale a Volturino (Foggia) dando così ragione al Comune. Un’azienda di Bolzano produttrice di energia da fonte eolica aveva proposto l’installazione di 10 aerogeneratori per una potenza complessiva di 48 MW.

Il Comune è uno dei pochi in Puglia ad avere un piano urbanistico di ultima generazione che, però, doveva ancora adeguarsi al Piano paesaggistico territoriale regionale (Pptr). Cosa che ha fatto adottando una deliberazione di Consiglio comunale di gennaio 2019 con la quale ha stabilito, in taluni casi, prescrizioni più restrittive dello stesso Pptr. Così, Volturino ha sancito la quasi totale impossibilità di installazione di impianti eolici industriali nel proprio territorio peraltro già assediato da torri eoliche e ripetitori radio Tv. “Urge l’avvio di nuovo piano energetico regionale partecipato e che ben detti le linee guida e d’azione per una nuova visione della Puglia rinnovabile, coniugando le necessità dei territori, del paesaggio e della riconversione energetica – aggiunge – Gli impianti eolici vanno realizzati (repowering dei vecchi) a terra e a mare. Così come va spinto il fotovoltaico in primis sui tetti e così come non si può negare alle aziende agricole di realizzare i loro impianti di agrovoltaico per decarbonizzare le loro attività. Avviamo il dibattito e il confronto, tenendo presente però che se continuiamo a dire sempre “no” su tutto non spegneremo mai le centrali di Candela, Modugno, Brindisi, Taranto che ammorbano l’aria dei territori e aumentano la febbre del pianeta”.

L’associazione sottolinea anche come è fondamentale uniformare i linguaggi e l’azione dei Piani regionali in vigore, soprattutto visto che negli anni il territorio pugliese si è modificato e continua a modificarsi rapidamente.

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