Porto di Taranto, arrivano 400 container con la nave Maersk Launceston

Attraccherà questa sera intorno alle 19 al molo polisettoriale di Taranto, dove è il terminal della società San Cataldo Container (gruppo Yilport), la nave Maersk Launceston proveniente dal porto spagnolo di Algeciras. La nave, della flotta Maersk, scaricherà 400 container. Il completamento delle operazioni con ripartenza della nave è previsto nella prima nottata di oggi, probabilmente intorno all’una.

Domani, poi, arriverà un’altra unità che imbarcherà i 400 container per portarli allo scalo di destinazione. L’arrivo della Maersk Lauceston era inizialmente previsto per il primo agosto mentre il 3 agosto sarebbe dovuta arrivare l’altra nave. Un problema della Lauceston ad Algeciras ha però cambiato i piani. Pare che alcuni container abbiano perso liquidi, per cui è stato necessario scaricare tutta la nave, pulire la stiva e ricaricare. “L’arrivo di Maersk -spiega Raffaella Del Prete, general manager della società San Cataldo Container Terminal- è per noi importante perché ci offre l’opportunità di allacciare un rapporto con un grande operatore e creare le premesse, soprattutto se daremo prova di efficienza e di buon servizio, per un rapporto di prospettiva con Maersk. È già venuto a Taranto l’agente Maersk per un sopralluogo ed è rimasto molto colpito di ciò che ha visto, e questo è per noi positivo”.

“Tutti quelli che vengono -prosegue Del Prete- ci danno lo stesso riscontro, ovvero sanno dei passi avanti fatti sia dal terminal container che dal porto di Taranto tra rilancio commerciale e nuovi investimenti, ma quando vengono, toccano con mano e soprattutto vedono ciò di cui avevano sentito parlare oppure letto. Fanno molta impressione le infrastrutture e l’enorme ampiezza delle aree a disposizione”. “Per lo sbarco dei container di Maersk, utilizzeremo le gru di banchina, tra cui quella da 22 file, la più grande che abbiamo, e quella da 18 file. I tempi delle operazioni sono determinati dal piano della nave. Il carico viene equilibrato proprio per consentire un rapido disbrigo delle operazioni”, spiega.

Tracciando un bilancio del primo anno di attività del terminal container (la ripartenza con Yilport c’è stata a metà luglio 2020), Del Prete sottolinea che “è stato un anno molto complicato. Ci sono stati sicuramente gli effetti della pandemia, ma noi poi siamo stati una start up come società che ha dovuto affrontare sia il fatto che il terminal di Taranto, dopo l’uscita di Evergreen, era inattivo da più di cinque anni, tanto tempo, sia i ripristini funzionali di tutti gli impianti e le attrezzature rimaste ferme, a cominciare dalle gru”. “Ora abbiamo in esercizio 4 gru di banchina e 8 di piazzale. Abbiamo poi assunto 104 unità del bacino ex Taranto Container Terminal e con noi, tra servizi al terminal e revamping delle attrezzature, lavorano 80 imprese, il che costituisce un apporto non indifferente per l’indotto portuale”, aggiunge.

L’attività partita a luglio 2020 prima con con una linea feeder dell’area del Mediterraneo (Euromed) e poi, dopo qualche mese, sviluppatasi con una seconda linea che puntava sull’alto Adriatico (Adrinaf), è tornata di nuovo ad una linea, quella mediterranea. “Devono ripartire i container in Europa che oggi sono fermi. Noi contiamo il ripristino della linea che abbiamo stoppato, possa avvenire da ottobre. Attendiamo il Capodanno Cinese che per questo Paese segna l’avvio del nuovo anno e ci auguriamo anche della ripresa. Nel frattempo, però, non siamo stati fermi. Abbiamo sviluppato anche lo special-cargo, un segmento di mercato dove Taranto non c’era, e quindi movimentiamo piattaforme, grandi componenti, tubi. Anche questo contribuisce a portare lavoro al terminal container di Taranto”, conclude.

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