Mafia, pm Bari chiede processo per 44 imputati foggiani dopo blitz nel novembre 2020

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I pm della Direzione distrettuale antimafia di Bari hanno chiesto il rinvio al giudizio del tribunale per 44 persone residenti a Foggia, 40 delle quali furono arrestate nel blitz del 17 novembre 2020 per associazione di stampo mafioso ed estorsioni nell’inchiesta chiamata Decima bis.

Trentanove finirono in carcere e una ai domiciliari, un dipendente comunale accusato di concorso esterno in relazione al racket delle pompe funebri. L’udienza preliminare è stata fissata al prossimo 16 settembre.

Le indagini svelarono richieste estorsive a imprenditori e piccoli commercianti sotto forma di ‘tassa di sovranità’ in favore di esponenti di alcuni clan (le cosiddette batterie) della mafia foggiana. La fondazione antiusura Buon Samaritano di Foggia ha già deliberato di costituirsi parte civile. A renderlo noto è il presidente, l’avvocato Giuseppe Chiappinelli.

“L’operazione mise in evidenza la spregiudicatezza e l’efferatezza della criminalità foggiana”, dice il legale. “Tra le parti lese figurano soggetti che la fondazione ha perseguito per il reato di usura, per il quale sono stati arrestati e condannati”, sottolinea. “In altre parole, nella panoramica delinquenziale locale, vi sono soggetti che alternano il ruolo di aguzzino a quello di vittima o, se vogliamo, la criminalità non estorce denaro ai soli commercianti e imprenditori, ma anche ai livelli intermedi della stessa criminalità”, conclude il presidente della fondazione.

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