Scuola, presidi Puglia: “Bene decisione ministro, finalmente stop alla didattica a scelta”

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Scuola, presidi Puglia: Bene decisione ministro, ora tramonta didattica scelta

“Le regioni non potranno più emettere provvedimenti sanitari emergenziali applicabili indistintamente, ma solo nei luoghi in cui si manifestano i focolai Covid. La ripresa di potere da parte dello Stato segna anche il definitivo tramonto di ogni possibilità di didattica a scelta”. Così il presidente dell’associazione Presidi Puglia, Roberto Romito, con riferimento alle dichiarazioni del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, in vista del nuovo anno scolastico e della ripresa delle lezioni.

“Ci saremmo aspettati una simile dichiarazione da parte del ministro della Salute Speranza o di quello degli Affari Regionali Gelmini. Il fatto che l’abbia annunciato proprio Bianchi è, riteniamo, politicamente importante e significativo per il mondo scolastico pugliese considerando quanto accaduto nella nostra regione nello scorso anno scolastico”, sottolinea Romito.” Di fatto, il Governo accoglie una nostra specifica e reiterata richiesta: perché penalizzare gli studenti di tutta la regione, limitandone in toto la frequenza scolastica o distorcendola con l’imposizione a tutte le scuole pugliesi della didattica on demand, quando sarebbe stato possibile intervenire sul piano sanitario solo laddove la situazione del contagio avesse superato il limite di guardia o fossero emersi focolai localizzati? Per aver detto che, secondo noi, andava valutato il rischio caso per caso e che dovevano essere i sindaci a farlo – e sui loro specifici territori, magari chiudendo solo determinate scuole – e non il governatore della regione sulle scuole di tutta la regione, ci siamo presi ripetutamente le contumelie di quest’ultimo”, prosegue.

“Ora, a quanto sembra, ciò che abbiamo affermato controcorrente diventa legge dello Stato. Il quale si riprende, com’è giusto, il suo naturale centralismo decisionale, a cui nel recente passato si sono sovrapposti gli impropri e dannosi centralismi regionali. Con la confusione che ne è derivata”, conclude Romito.

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