Elezioni comunali, il sindaco di Nardò Mellone: “Da Patuanelli critiche immeritate”

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“Dialogo con tutti: da destra a sinistra e viceversa. È questa una colpa? Non credo. Soprattutto non può esserlo mentre a Roma, a sostenere il governo del quale fa parte ci sono assieme praticamente tutti: dal Pd a Forza Italia, dalla Lega al Movimento 5 Stelle. Un governo del dialogo, che supera le ideologie, gli schieramenti, gli steccati, le etichette. La verità è che io sono uomo libero, un uomo del popolo e governo in nome del popolo”.

È un passaggio della lunga lettera che Pippi Mellone sindaco di Nardò (Lecce) ha scritto al ministro per le Politiche agricole, il pentastellato Stefano Patuanelli che aveva definito il sostegno per le comunali a Mellone da parte del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, “surreale” a causa della vicinanza del primo cittadino alle forze di estrema destra. “La mia storia politica inizia in Azione Giovani, il movimento giovanile di Alleanza Nazionale, del quale sono stato dirigente nazionale, e prosegue in Fli (Futuro e Libertà), l’esperimento politico di Gianfranco Fini. Non sono mai stato iscritto a Casa Pound. Non sono mai stato iscritto a Forza Nuova”, precisa Mellone evidenziado che “non c’è poi tanta differenza con la storia del mio gruppo, che negli anni ha votato andando oltre gli steccati”.

“I nostri voti sono andati a Michele Emiliano perché è una persona perbene, come sono andati a persone stimabili della Lega o dei Cinque Stelle, tra i quali – lo ricordo per completezza – anche il vicepresidente del Consiglio della Regione Puglia Cristian Casili -sottolienea-. Sono fatti noti e documentati, perché noi non abbiamo mai fatto politica nell’ombra, barattando il consenso, ma abbiamo sempre deciso democraticamente e alla luce del sole. D’altronde, anche senza valutare le scelte elettorali, per me e il mio gruppo parlano le azioni, i fatti, ciò che facciamo ogni giorno per la mia città e per i suoi abitanti: per i lavoratori delle campagne, per i migranti, per gli ultimi, per gli invisibili, per i diritti di tutti, spesso organizzando delle iniziative assieme al partito radicale”.

“Sono nato nel 1984. Fascista o comunista, estremista o moderato, sono etichette che a me stanno strettissime. Ogni santo giorno mi sveglio e lavoro a servizio della mia città, della Puglia, dell’Italia e della Costituzione sulla quale ho giurato. Emiliano lo sa, per questo mi vuole bene. E lo sanno anche i miei concittadini. Per questo mi vogliono bene”.

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