“Il diritto al tampone gratuito non ha più senso, oltre a essere una pericolosa foglia di fico che di certo non impedisce il contagio e offre per giunta un senso di falsa sicurezza”. Lo scrive in un post pubblicato su Facebook, l’assessore regionale alla Sanità della Puglia Pier Luigi Lopalco che parla di “un grande equivoco” relativo alla “funzione del famoso tampone che, da puro e semplice metodo diagnostico, è stato assunto a presidio di prevenzione”.
“Il dibattito che si è sviluppato in questi giorni intorno al green pass obbligatorio è per molti versi surreale. Poiché per ottenere il green pass o mi vaccino oppure faccio un tampone ogni 48 ore. Sembrerebbe che le due misure siano sovrapponibili: nulla di più sbagliato – spiega l’epidemiologo – Il principio è semplice: se io voglio vaccinarmi ma tu, Stato, non riesci a offrirmi un vaccino, allora ho diritto a fare un tampone per dimostrare che in quel momento (forse) non sono contagioso e accedere ai più svariati servizi. Ma se tu, Stato, mi offri il vaccino e io lo rifiuto, allora la storia cambia”.
“Nel momento in cui la vaccinazione viene offerta in un tempo ragionevole e ci si può vaccinare senza troppi problemi od ostacoli, non solo il tampone non deve essere offerto gratuitamente, ma dovrebbe essere addirittura disincentivato – ribadisce – Fare tamponi a casaccio rappresenta un costo importante per la sanità pubblica perché impiega quelle stesse risorse (infermieri, laboratoristi, personale amministrativo) che in tempi di pandemia sono preziosissime”. “Chi non vuole vaccinarsi e per tutta risposta pretende un tampone gratis ogni tre giorni rappresenta quindi un doppio danno per la comunità”, aggiunge Lopalco e conclude: “Esiste un modo e uno soltanto, per prevenire l’infezione: vaccinarsi”.