L’eolico offshore, l’ennesimo insulto alla nostra intelligenza

[epvc_views]

Leggo da queste colonne dell’idea, ormai divenuta progetto, di edificare in mare al largo di Taranto (sembra a soli due chilometri dalla costa) alcuni aerogeneratori da poggiare su solide fondamenta costruite sul fondo del mare. Il mio disappunto di pugliese cresce nel vedere che l’articolista non solo non biasima un oltraggio di questa postata ai nostri mari ma sembra quasi gioirne.

Possiamo azzardare un bilancio degli effetti positivi o negativi dagli insediamenti già fatti sulla terraferma.

Il paesaggio pugliese è stato profondamente modificato da questi mostri e tutti noi abbiamo resistito con eccessiva mitezza. Adesso si pensa di continuare nel nostro mare fidando nella dabbenaggine dei nostri rappresentanti politici per continuare a modificare il nostro skyline.
Quei mostri non arrecano nessuna ricchezza al territorio se non la risibile locazione dello spazio occupato (e deturpato vista la colata di cemento che lo occupa) e i soldini elargiti alle maestranze che vi hanno lavorato per alcuni giorni.

L’energia ivi prodotta crea ricchezza e gettito altrove pur essendo nostro il vento e il sole che si sfruttano.
Il consumatore locale continua a pagare l’energia come se fosse prodotta da fonti esterne all’area non ricavando alcun vantaggio da questi mostri.
L’energia prodotta non serve a noi ma la si esporta per la sua gran parte con vantaggio dei proprietari dei generatori e dei fruitori finali.
Il vantaggio ambientale ristora le aree a maggior emissione di gas serra (che grazie a noi possono emetterne meno) mentre qui da noi non v’è alcun vantaggio.
Cioè sembra che coloro che decidono queste allocazioni credano che qui abitino solo dei gonzi che permettono loro di fare quello che vogliono e portare via quello che serve tanto la nostra classe dirigente è scema o corrotta e i cittadini sono miti al limite della stupidità. Senza parlare dei media locali…

Al contrario questa occasione offerta dai fondi europei non va utilizzata nella direzione di ulteriormente saccheggiare terra e mare ma di spostare gli impianti esistenti in luoghi deputati alla produzione di tali energie lontano dalla vista degli abitanti e senza interessare i fondali marini.

La Confimi Puglia ha condiviso una nostra proposta partita da queste colonne e presto la renderà pubblica per evitare che tali follie vengano ancora ipotizzate nei nostri mari e sulle nostre terre.

Dopo la balzana idea di edificare immani torri alle porte di Bari tra Casamassima e Acquaviva, dopo aver sentito della caccia di terreni agricoli da desertificare con pannelli fotovoltaici adesso sentiamo che non gli basta più la terraferma ma gli serve anche il mare; che si potrebbe utilizzare per pescare o allevare pesci e molluschi. Con grande ricaduta occupazionale. Ma ce ne siamo dimenticati?

Promo