Ex Ilva, batteria 12 verso stop per lavori ambientali dal primo settembre?

171

Sulla base del provvedimento del Tar Lazio di luglio scorso e di un successivo decreto del ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, Acciaierie d’Italia (ex Ilva ed ex ArcelorMittal Italia) si accinge a fermare a fine mese la batteria 12 della cokeria a Taranto. Lo dicono oggi ad AGI fonti aziendali. La batteria 12 è una delle quattro attualmente in funzione in fabbrica che servono ad alimentare di coke gli altiforni. “La batteria 12 -dicono le fonti dell’azienda- avvierà la fase finale di ambientalizzazione l’1 settembre. Tale fase richiede la sospensione della produzione che ha una durata tecnica prefissata al termine della quale la batteria 12 tornerà regolarmente in produzione”. La rimessa in marcia dell’impianto, aggiungono le fonti, è prevista a fine anno.

Con un decreto reso pubblico lo scorso 19 agosto, il ministro Cingolani ha disposto che Acciaierie d’Italia, la società tra ArcelorMittal Italia e Invitalia che gestisce gli impianti ex Ilva di Taranto, “deve effettuare la messa fuori produzione della batteria n. 12 nei tempi tecnici strettamente necessari, e comunque non superiori a 60 giorni a partire dal 1 luglio 2021”.

La batteria 12 della cokeria è quella che Acciaierie d’Italia avrebbe dovuto adeguare alle prescrizioni ambientali dell’Aia entro la fine dello scorso giugno. Prima che arrivasse questa scadenza, l’azienda aveva chiesto al ministero una proroga, motivando -anche per il blocco lavori causato dal Covid- l’impossibilità di finire i lavori a fine giugno 2021. Cingolani, però, con un precedente decreto, firmato a pochi giorni dalla conclusione di giugno, aveva confermato la data di termine lavori e disposto che l’azienda siderurgica, in difetto di adempimento alla tempistica fissata, avrebbe dovuto fermare la batteria che produce il coke -che serve ad alimentare gli altiforni- dall’1 luglio 2021 e completare la fermata in 10 giorni. Acciaierie d’Italia ha subito impugnato il decreto di Cingolani con un ricorso al Tar del Lazio. Quest’ultimo, con un provvedimento emesso a luglio, ha invitato il ministero a riesaminare le sue decisioni fissando altresì l’udienza di merito sul ricorso a novembre prossimo.

Promo