Concessioni spiagge, il sindacato dei balneari: “In Puglia a rischio investimenti per 30 milioni di euro”

“In Puglia rischiano di saltare investimenti, in buona parte già pianificati, per almeno 30 milioni di euro per effetto della sentenza con cui il Consiglio di Stato ha fissato la scadenza delle concessioni demaniali marittime al 31 dicembre 2023”. Lo dichiara all’Agenzia AGI il presidente nazionale del Sindacato italiano balneari (Sib), Antonio Capacchione. “In questo modo il settore, che specialmente in Puglia era già in difficoltà a causa di un Piano delle coste inadeguato, diventerà ancora più incerto”, insiste Capacchione.

Secondo il numero uno del Sib, si profilano tempi difficili per i circa 3mila titolari di stabilimenti balneari pugliesi che hanno investito nelle loro attivita’ a causa della scadenza ravvicinata delle concessioni che, invece, la legge 145 del 2018 aveva fissato al 2033. “Il secondo effetto lo si vedrà quando i balneari dovranno fare i conti con le banche – sottolinea Capacchione – alle quali hanno chiesto i mutui per investire in attività che potrebbero non continuare a svolgere. Qualsiasi investimento presuppone una pianificazione e senza la stabilità delle concessioni questo non è possibile. Come si può fare una gara senza un piano che garantisce una durata della concessione di almeno 10-20 anni, necessaria per ammortizzare i costi?”.

Antonio Capacchione critica il Piano delle coste pugliese: “È al palo non per volontà dei Comuni, ma perché è stato fatto male. La costa pugliese ha un’orografia molto varia ed occorrono, come e’ stato fatto in altre regioni, delle linee guida elastiche per consentire ai Comuni di esercitare la loro discrezionalità”.

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