Ogni tanto rispunta l’abolizione del contante

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Ogni tanto si riparla di abolizione del contante. Indurre prima e costringere dopo ad usare la moneta elettronica è un modo per non porre la questione in modo chiaro e dibatterne istituzionalmente o semplicemente in modo aperto e pubblico. Ma cosa significa? cosa comporta? Perché ci tengono così tanto? Perché non se ne deve parlare e da dove viene tale scelta?

Pagare con la carta di credito significa pagare trasferendo il tuo credito verso la banca e non la tua moneta; se poi la prassi dovesse essere generalizzata e resa obbligatoria (anche solo disincentivando l’uso del contante) significa che il sistema delle banche non restituirà più quello che abbiamo depositato incamerandoselo e trasferendo -quando il cliente depositante lo chiedesse- solo il debito che ha verso i depositanti. Al di la del fatto etico connesso alla mancata restituzione dei depositi è evidente che questo comporta una dipendenza sempre maggiore di ognuno di noi verso le banche e verso la loro salute finanziaria.

Inoltre essendo le banche società con scopo di lucro è ovvio che il servizio avrà un costo e cioè una commissione che il sistema delle banche lucrerà sull’intero ammontare del Pil..una tassa vera e propria a loro favore che appesantirà molto l’economia. In futuro quella commissione può crescere a discrezione delle banche stesse fino a divenire insostenibile…ma se l’uso di questa modalità sarà obbligatorio come ti difendi?

Questa circostanza ne comporta un’altra: la moneta è uno dei capisaldi fondamentali dello Stato. Assieme alla difesa e alla giustizia ci si attende che lo Stato assolva questo compito. E quindi pagare non solo non deve avere costi ma il valore della moneta deve avere una solida base istituzionale. Per questo esistono le banche centrali e per questo è stato dato loro un potere stratosferico privo di riscontro elettorale.

Invece qualcuno che evidentemente pensa di essere più forte dello Stato stesso non intende più nascondere questa sua condizione di prevalenza sulle Istituzioni pubbliche e procede senza tentennamenti ad escludere lo Stato da questa funzione. Riuscendoci e senza che si levino voci di dissenso significative. Quando si è parlato di feudalesimo prossimo venturo si intendeva proprio questo.

Peraltro la proprietà è un diritto che include il possesso; la proprietà senza possesso non ha senso. A questo proposito conviene ricordare che da secoli esistono delle correnti di pensiero ostili alla proprietà privata. Quando questa ostilità è stata apertamente professata ha prodotto poderose reazioni che hanno avuto la meglio; oggi si preferisce abolire la proprietà privata senza dirlo o dicendolo facendolo passare per progresso e facendolo concretamente con progressione e determinazione … con la ipertassazione, con lo spossessamento (come nel caso delle azioni, delle obbligazioni e della moneta), con la burocrazia che limita e comprime l’utilizzazione e la fruizione della cosa in proprietà e tante altre misure tutte ispirate a quell’obiettivo. Guarda caso tutte cose care alle sinistre.

Quindi la dematerializzazione della moneta con la scusa della comodità, quando non è più una scelta ma un obbligo diviene pericolosissima ed è l’anticamera della fine della nostra civiltà.

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