Bambino scomparso nel ’77 a Racale, il giudice: “Forse ucciso ma mancano prove, troppa omertà tra i Testimoni di Geova”

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“Pur essendo probabile che il piccolo Mauro Romano sia stato ucciso dopo il suo rapimento, non ci sono elementi di prova certi che depongano in tal senso e pertanto non appare sostenibile in giudizio l’accusa di omicidio, anche in ragione dell’incertezza che continua a caratterizzare la vicenda, determinata dal clima di omertà all’interno della comunità dei Testimoni di Geova cui appartenevano quasi tutti i protagonisti”. Così il gip del Tribunale di Lecce Marcello Rizzo motiva la sua decisione di archiviare, su richiesta della Procura, l’indagine sulla scomparsa di Mauro Romano, il bimbo di Racale scomparso all’età di sei anni nel giugno 1977.

Nel provvedimento il gip spiega perché non è stato possibile procedere a carico di Vittorio Romanelli: gli elementi a carico dell’ex barbiere 79enne indagato per il sequestro di Mauro vengono definiti “piuttosto equivoci essendo per lo più costituiti dalle dichiarazioni di Vito Paolo Troisi”, l’ex boss della Scu che per il gip “potrebbe aver avuto un secondo fine”.

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