Troppo potere alle industrie di trasformazione in Campania, i produttori di pomodoro nel foggiano protestano

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“Sul pomodoro è ora di dire basta: servono patti chiari sui prezzi riconosciuti ai produttori da fissare prima che inizi la campagna e occorre una revisione dell’Oi – l’Organizzazione interprofessionale pomodoro Centro-Sud – ora schiacciata totalmente sulla voce e il potere della parte industriale e del napoletano”. È quanto sostengono i produttori della provincia di Foggia nel corso di un incontro, ospitato nella sede della Cia foggiana, chiesto da un gruppo di giovani imprenditori agricoli associati all’organizzazione sindacale in allarme per le prospettive che sembrano prefigurare un forte innalzamento dei costi per la prossima campagna del pomodoro 2022.

È necessaria “trasparenza sulle indicazioni dell’Oi riguardo alla ormai consueta proposta di ridurre le superfici coltivate del 10%”, sostengono i produttori convinti che debbano “essere messi nelle condizioni di programmare i nostri investimenti avendo tutti gli elementi sui quali fare un’analisi costi-benefici”.

“C’è un evidente squilibrio che vede avvantaggiate la parte industriale e il sistema di trasformazione quasi totalmente allocati a Napoli e più in generale in Campania, a tutto svantaggio della parte produttiva del Foggiano -dichiarano- Servono un riequilibrio tra le parti e patti chiari e il rispetto degli stessi”.

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