Civiltà vs tribalità, tra tassazione per finanziare aiuti e problemi non solo monetari

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Un vigile urbano o un assessore regionale o un qualunque altro dipendente pubblico viene retribuito dall’ente pubblico da cui dipende; lo stesso ente pubblico paga le loro tasse e i loro contributi; quell’ente pubblico può pagare quello stipendio e le relative tasse perché ha il potere di riscuotere delle tasse; quando il gettito fiscale non basta ricorre ai debiti ma poi deve aumentare le tasse per pagare anche i debiti. Questo è quello che è sotto gli occhi di tutti. Quindi quel dipendente pubblico lo dovremmo chiamare “percettore di tasse” perché tale è.

Se esiste chi percepisce le tasse ci sarà qualcuno che le paga. Un venditore ambulante anche solo quando accende la luce a casa sua o mette il gasolio al suo furgone paga le tasse che servono a pagare stipendio e tasse del dipendente pubblico. È lui il “pagatore di tasse” assieme a tutti gli altri che come lui appartiene alla categoria delle partite iva e imprese mentre dipendenti pubblici e pensionati sono “percettori di tasse”. Fin qui è tutto di solare evidenza.

Se lo stato comincia a dare soldi anche ai pagatori di tasse le cose si complicano ulteriormente ed inestricabilmente. Tra bonus e sussidi ormai tutti i settori beneficiano di rivoli più o meno generosi e più o meno diretti di soldi pubblici. Le grandi imprese che appaltano le grandi opere sono la icona più evidente di questo fenomeno; esse sono percettrici di tasse a fronte di ponti e strade che edificano o manutengono e quindi sono a tutti gli effetti assimilabili ai percettori di tasse come gli stessi dipendenti pubblici; il PNRR è una formalizzazione istituzionale a livello sovranazionale di tale strategia; ma anche i contadini percepiscono aiuti vari (anche se di modesta entità e di incerta percezione) e cosa dire dei bonus di ogni genere e degli aiuti alle imprese in decozione; e dei mille redditi di cittadinanza… è evidente che si è perso il senso del nostro sistema economico: se tutti e sempre più soggetti direttamente o indirettamente dipendono dalla spesa pubblica, la tassazione diviene abnorme e strutturalmente insufficiente… cioè non basta mai!!! Tassazione che cresce fino a comprimere lo stesso diritto di proprietà anche con imposte patrimoniali (vedi l’IMU ma non solo) che stravolgono la base del diritto e della civiltà occidentale.

Tutto ciò significa che il sistema modifica la sua natura per avvicinarsi sempre più ai sistemi socialisti e sovietici nei quali tutti dipendono dal bilancio pubblico; totalitario. E come appunto è accaduto per i sistemi socialisti anche il nostro sistema è destinato ad implodere; come è ovvio visto che i prenditori di tasse sono strutturalmente prevalenti sui pagatori i quali ultimi sono chiamati a lavorare senza riconoscimenti economici dei loro meriti ed impegni; asserendo che siamo tutti uguali.

Cioè ci risiamo: dopo aver cacciato dalla porta quella tentazione socialista chiaramente inefficiente e ispirata dalle società tribali preromane (che non conoscevano o non condividevano o avversavano l’idea della proprietà privata) ci ritroviamo a dovere fronteggiare sotto altre mentite spoglie lo stesso rigurgito di inciviltà economica; che però si guarda bene dal palesarsi esplicitamente per quello che è; rigurgito che si insinua nei sistemi democratici di più antica e compiuta civiltà con il subdolo acquisto del consenso nascosto sotto varie parole come stipendi pubblici, commesse, “aiuti”, bonus,…. Inoltre si è riscoperto recentemente come si possa creare la moneta dal nulla e quindi comperare quel consenso con danari falsi ma “legali”. Il cerchio sembra completato.

Ad abudantiam per completare questa idea neo tribale qualche esaltato cultore delle modernità tecnologiche teorizza una economia 4.0 (cioè dove nessuno o quasi dovrà più lavorare) che sarà fatta di persone tutte uguali e tutte accomunate dalla loro condizione di consumatori. Null’altro.

Dove si va a finire? Stiamo vivendo una evidente sbandata dalla quale poi ci si sveglia; non si sa quando e come. La memoria va alla Germania degli anni venti che avendo perso la guerra pensò di tenere a bada le pulsioni destabilizzanti della società con la creazione di moneta. I tedeschi, si sa, fanno le cose per bene e così produssero uno sconquasso da manuale che ancora gli fa tremare le vene e i polsi. Sconquasso che poi sfociò nel nazismo che abbiamo pagato tutti. Oggi le dimensioni sono molto più grandi (e, come detto, non v’è il solo problema monetario) di quelle già enormi del periodo tra le due guerre e quindi lo sconquasso sarà molto maggiore.. e i primi a pagare sono le componenti più deboli come il Sud d’Italia e i vari sud del mondo; ed è quello che è visibile fin d’ora. Ma così accade se non si capisce cosa sta accadendo, se non si reagisce immediatamente, se ci si fa allettare da poco dignitosi “aiuti”, se la classe politica è incapace di intendere e volere.. noi terroni diremmo che è quello che accade se la gramigna non viene estirpata fin dalla sua nascita ma addirittura la si concima!!

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