Aggredito e picchiato per debito di droga a Foggia, minacciata la madre. Arrestate tre persone

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Hanno picchiato brutalmente un uomo per un debito derivante dall’acquisto di cocaina e hanno strattonato e minacciato la madre giunta in soccorso della vittima. Agenti della Polizia di Stato di Foggia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di tre pregiudicati, di età compresa tra i 18 e i 22 anni, accusati dei reati di tentata estorsione e lesioni gravi aggravate e già noti per diversi reati contro la persona e contro il patrimonio.

Le indagini, svolte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia, sono state avviate a seguito di un violento pestaggio avvenuto nei pressi dell’abitazione della vittima che ha subito traumi contusivi al volto e al torace, giudicati guaribili in almeno 30 giorni. La violenta aggressione è stata estesa anche alla madre della vittima che, accorsa in strada in soccorso del figlio, è stata strattonata violentemente e minacciata da uno degli aggressori.

Attraverso l’indagine è stato possibile ricostruire la dinamica del fatto e constatare che la vittima sarebbe stata brutalmente picchiata per un debito derivante dall’acquisto di droga, ceduta da uno degli aggressori lo scorso mese di luglio. Quest’ultimo, tra l’altro, ha commesso il fatto nonostante fosse sottoposto al regime degli arresti domiciliari, perché recentemente arrestato dalla Squadra Mobile nell’ambito delle indagini coordinate dalla locale Procura della Repubblica relativamente agli episodi delittuosi commessi in piazza Mercato, uno dei luoghi della movida foggiana in cui gang giovanili, dietro futili pretesti, hanno consumato pestaggi brutali ai danni di altrettante giovani vittime.

Si tratta dello stesso diciannovenne destinatario pochi giorni fa di un’altra ordinanza di custodia cautelare in carcere per una lunga serie di delitti, di vario genere, ben sedici, per i quali risulta gravemente indiziato. Pertanto, a fronte della particolare violenza e spregiudicatezza dei fatti contestati la misura cautelare prevista ed eseguita è stata quella maggiormente limitativa della libertà personale, considerato l’unica misura adeguata e proporzionata alla gravità dell’aggressione e alla personalità degli indagati.

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