Rifiuti, polemica in Salento per la riapertura della discarica a Corigliano

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È polemica nel Salento, per la possibile riapertura della discarica di Corigliano d’Otranto, dove si trova una ricca falda acquifera utilizzata per soddisfare le esigenze idriche di numerosi comuni. Contro la riapertura del sito di smaltimento si sono espressi i sindaci di diversi Comuni, ma oggi il caso approda alla Regione Puglia attraverso una mozione del consigliere regionale Paolo Pagliaro (La Puglia domani).

“Ignorando l’alt del territorio, il Piano rifiuti bulldozer della Regione punta ad aprire la discarica di Corigliano d’Otranto, realizzata scriteriatamente sulla falda acquifera da cui attingono ben trenta pozzi che forniscono acqua all’intero Salento”, spiega Pagliaro. L’impianto, ultimato nel 2013 e mai entrato in funzione, sorge a circa un chilometro dal pozzo di estrazione dell’Acquedotto Pugliese che porta l’acqua in numerosi comuni della provincia di Lecce. Nella discarica, progettata nel 2003, dovevano essere inviati i rifiuti indifferenziati di 46 comuni, quando ancora non era previsto il compostaggio della frazione organica.

“Pensare di mettere in esercizio un impianto che rappresenta una bomba ad orologeria per l’ambiente e la salute è dissennato e chiedo di respingere l’ipotesi. L’ho messo nero su bianco in una mozione presentata alla vigilia della ratifica in Consiglio regionale di un Piano rifiuti che nasce già vecchio. La discarica di Corigliano d’Otranto resti chiusa”.

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