Scioglimento del Consiglio comunale di Taranto, il Tar respinge la richiesta di decisione urgente

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Il Tar di Lecce, terza sezione, ha respinto la richiesta di decisione cautelare monocratica a proposito del decreto del prefetto di Taranto che ha sciolto il Consiglio comunale di Taranto a seguito delle dimissioni, contestuali e irrevocabili, di 17 consiglieri su 32 tra maggioranza e opposizione, dimissioni che hanno provocato la fine dell’amministrazione comunale di centrosinistra a guida Pd col sindaco Rinaldo Melucci.

Il Tar non ha ravvisato la necessità di una pronuncia urgente. Per il Tar, non vi è “la presenza dei presupposti di legge per la concessione della invocata tutela cautelare provvisoria presidenziale e, in particolare, di un pregiudizio di estrema gravità ed urgenza per i ricorrenti (amministratori pubblici del Comune di Taranto), tale da non consentire dilazione neppure sino alla data della prossima camera di consiglio della sezione”.

Al Tar avevano presentato ricorso tre ex assessori comunali e altrettanti ex consiglieri comunali tutti di maggioranza. Il Tar Lecce ha fissato per il 22 dicembre prossimo la camera di consiglio per la trattazione collegiale del ricorso contro il provvedimento del prefetto di Taranto, Demetrio Martino, che il 26 novembre scorso ha sospeso il Consiglio comunale di Taranto e nominato per la gestione dell’ente il commissario prefettizio Vincenzo Cardellicchio. Con il ricorso si contestano anche le modalità di deposito degli atti notarili con i quali 17 consiglieri comunali su 32 hanno presentato contestualmente le proprie dimissioni.

A Taranto si voterà comunque nella primavera del 2022. L’impugnativa riguarda anche un verbale di riunione e altre tre note della Prefettura, compresa quella di nomina dei due sub commissari.

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