Lecce, alla Alcar 200 lavoratori rischiano il licenziamento. I sindacati: “Aprire confronto reale”

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Alcar, sindacati: a rischio 200 lavoratori, aprire confronto reale Urgente l’intervento del Mise Roma, 3 dic. (askanews) – A rischio 200 lavoratori di Alcar. Lo denunciano i sindacati di categoria con Simone Marinelli, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil, Antonino Inserra della Fiom di Torino e Roberto Trevisi della Fiom di Lecce.

“Ieri, 2 dicembre, si sono incontrati in modalità mista, parte in presenza e parte da remoto, Aim (100% proprietà dell’azienda bergamasca Ovv), la curatela fallimentare di Alcar , gli advisor del concordato Alcar industrie con le organizzazioni sindacali nazionali e di Torino e di Lecce.La vicenda Alcar ha una storia industriale molto complicata e articolata, è passata per due procedure fallimentari nel corso degli ultimi anni e più recentemente ha visto il sequestro delle quote societarie nell’ambito delle più complesse vicende giudiziarie che hanno interessato la società Blutec.

Ovv per tramite di Aim si è aggiudicata l’asta per l’acquisizione del complesso aziendale di Alcar e dei siti di Lecce e Vaie, essendo stata l’unica azienda a formulare un’offerta. Nel corso dell’incontro è stata illustrata l’attuale situazione produttiva di Alcar industrie srl, che vede un fatturato in forte calo (anche a causa dell’attuale aumento dei costi delle materie prime) e la perdita di una parte importante degli attuali clienti. Inoltre è stato evidenziato che per rendere efficienti gli stabilimenti serviranno ingenti investimenti, a causa della vetustà degli impianti e della loro scarsa manutenzione”.

Durante l’incontro “è stato ribadito che il piano di acquisizione proposto da OVV riguarderebbe circa il 50% della forza lavoro attualmente occupata nei due siti produttivi, con la volontà aziendale di assumere ex novo i lavoratori per loro strettamente necessari e in deroga alle procedure previste”.

Nell’ambito del percorso proposto “è stato affrontato il tema dei tempi della procedura, che senza una proroga da parte del tribunale è di soli 10 giorni a partire da oggi. Su questo la curatela si è impegnata già da domani a presentare istanza per ottenere ulteriori 60 giorni, mentre le parti sociali, parallelamente, attiveranno tutti i canali istituzionali, Ministero e Regioni (Puglia e Piemonte) per ottenere un tavolo di confronto istituzionale. OVV ha mantenuto nel corso del confronto un atteggiamento di chiusura rispetto alla possibilità di trovare soluzioni diverse per la tutela dei livelli occupazionali. È evidente che senza la volontà di aprirsi al confronto la Fiom-Cgil sarà indisponibile ad avvallare le scelte presentate nel piano di acquisizione”. Si rende “necessaria e urgente l’apertura del confronto in sede istituzionale per valutare tutti gli strumenti possibili per il rilancio dell’azienda e per la tutela dell’occupazione.Il MiSe e le Regioni devono affiancare e sostenere i lavoratori in questa complicata vertenza. Nei prossimi giorni verranno indette le assemblee sindacali nei due stabilimenti per avviare il confronto con i lavoratori rispetto alla complessità del confronto che si è aperto oggi con l’azienda aggiudicataria”, concludono i sindacati.

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