L’agricoltura sprofondata, colpevole di essere davvero sostenibile

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Molta uva da tavola è rimasta sui tralci invenduta. Le olive si raccolgono e vendono a prezzi non remunerativi. La frutta -emblematico il caso delle ciliegie- è stata raccolta in perdita. Il grano, rincarato, ha subito una biblica siccità e non è stato prodotto il minimo per la sopravvivenza delle aziende. Nel frattempo i costi aumentano in modo mai visto sia nella energia che nei prodotti industriali che vanno dai concimi alle macchine. Nessuno ne parla né tanto meno se ne interessa. Il disastro nel quale si vive in agricoltura diviene ormai permanente anche in questo che è il settore principale del nostro turismo e del nostro export.
Rilevanti porzioni di terreno agricolo sono state sacrificate per dedicarle alla produzione di energia verde; e cioè per “pulire” e non ulteriormente inquinare l’aria; energia verde che non è aumentata di costo; energia che però gli agricoltori pagano come fosse realizzata dal petrolio.
Nel contempo ogni ettaro di uliveto trasforma tonnellate di CO2 in ossigeno senza utilizzare complicate tecnologie… e lo fa gratis. Se la stessa operazione fosse realizzata da una multinazionale che avesse inventato una tecnologia efficace per trasformare CO2 in ossigeno ci costerebbe milioni e miliardi; e ci sarebbe presentata come il “futuro”! adesso che invece questa operazione viene realizzata dagli olivicoltori, neanche una lira. E l’opinione pubblica neanche lo sa! Questo è un esempio importantissimo della capacità del settore agricolo di rispondere alle necessità più varie in modo efficace, immediato e economico; cioè sostenibile economicamente e ambientalmente. In una fase in cui la politica vuole spendere molto (per ricavarne laute prebende) nessuno ha interesse a risolvere veramente i problemi in modo efficace ed economico e quindi l’agricoltura -già dimenticata- perde ulteriore interesse.
Le associazioni degli agricoltori cosa fanno? Chi rappresentano? E i politici meridionali -che dovrebbero rappresentarci tutti- lo sanno che i nostri agricoltori danno da bere e mangiare a milioni di persone senza ricavarne un reddito decente? Lo sanno che stanno ripulendo l’aria senza percepire nulla? E le regioni dove sono? hanno rinunziato al proprio ruolo? Chi e cosa dobbiamo attendere per affrontare un problema di questa dimensione e di così facile soluzione?

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