Rivolta nel padiglione covid del carcere di Taranto, la denuncia del sindacato Sappe

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Rivolta in un’ala del carcere di Taranto dopo gli episodi dei giorni scorsi. Colpiti con oggetti gli agenti della Polizia penitenziaria, minacciati anche di morte insieme al personale medico della struttura. Lo denuncia il Sappe, il sindacato autonomo della Polizia penitenziaria. “Al quarto piano del nuovo padiglione (reparto Covid) -così ricostruisce il Sappe l’ultima vicenda- un detenuto è stato visitato dal medico di guardia poiché non si sentiva bene. Dopo un accurata visita, il sanitario, non ritenendo di non dover prendere ulteriori provvedimenti, ha invitato il detenuto a rientrare nella propria stanza”.

Ma a questo punto, dice il sindacato, un altro detenuto “ha iniziato a inveire con minacce pesanti contro il sanitario, pretendendo che il compagno di stanza fosse trasportato in ospedale”, e invitato gli altri detenuti del reparto “a spaccare tutto con lanci di bombolette di gas accese contro l’agente di sezione, distruggendo le sedie e il tavolo presenti nella stanza”.

Il Sappe afferma che “anche altri detenuti hanno preso parte alla violenta protesta rivolgendo all’unico poliziotto in servizio minacce di morte per poi cercare di sfondare il cancello blindato di accesso alla stanza, scagliando contro, come un ariete, il letto in ferro”. I rinforzi hanno faticato a entrare nella sezione per l’oggetto di lanci di bombolette di gas accese, di oggetti vari e pezzi di legno. I detenuti hanno continuato “a minacciare di morte i poliziotti e il sanitario pretendendo che il loro amico venisse ricoverato in ospedale”.

Per calmare la protesta, “si è deciso di eseguire ulteriori accertamenti, tra cui un elettrocardiogramma al detenuto presunto malato, tutti con esito negativo. Solo a questo punto, rileva il Sappe, “la situazione è stata riportata sotto controllo”.

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