Soldi per spedizione merci al porto di Bari, non fu corruzione. Assolti finanzieri dopo 14 anni

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Il Tribunale di Bari ha assolto “per non aver commesso il fatto” tre finanzieri e ha dichiarato la prescrizione dei reati nei confronti di altri sei imputati, tra funzionari delle Dogane e spedizionieri, al termine del processo di primo grado su presunti episodi corruttivi nel porto di Bari relativi al transito di merci attraverso i varchi doganali.

I fatti contestati risalgono al 2007. Secondo l’accusa finanzieri e funzionari doganali non avrebbero controllato le merci in uscita dall’Italia e dirette verso Paesi extracomunitari o, in alcuni casi, avrebbero omesso di segnalare eventuali infrazioni, in cambio di denaro o regali, come calzature o costumi da mare, parte della merca trasportata. Nell’ambito di questa indagine alcuni degli odierni imputati furono arrestati nel gennaio 2010 e i pubblici ufficiali sospesi dal servizio.

I giudici, a oltre 14 anni dai fatti, hanno riqualificato i reati di corruzione e concussione in induzione indebita a dare o promettere utilità e hanno assolto i tre militari Salvatore Petrone, Antonio Fabiano e Giuseppe Brignone, difesi rispettivamente dagli avvocati Andrea Melpignano, Domenico Conticchio e Carmelo Piccolo. Il Tribunale ha inoltre dichiarato il non doversi procedere per prescrizione dei reati nei confronti dei quattro funzionari doganali Vincenzo Funicella, Eligio Cristantiello, Maria Simone e Nicola Scilimati e degli spedizionieri Arcangelo Santamato e Nicola Girone.

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