Vaccino, il direttore generale della Asl Brindisi: “Gli operatori sanitari sospesi non hanno fatto marcia indietro. Sono irriducibili”

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“Nessuno dei 20 operatori sanitari finora sospesi dal servizio per non essersi vaccinati contro il Covid ha finora fatto marcia indietro: hanno accettato di rimanere a casa senza stipendio pur di non immunizzarsi. Sono irriducibili, fermi sulle loro posizioni”. Lo dice all’agenzia AGI Giuseppe Pasqualone, direttore generale della Asl di Brindisi, la prima in Puglia e tra le prime in Italia ad avviare i procedimenti di sospensione nei confronti del personale che non ha adempiuto all’obbligo vaccinale previsto dal decreto legge 44/2021.

“Medici e infermieri raggiunti dal provvedimento -spiega Pasqualone- restano irremovibili. Noi abbiamo agito anche prima degli altri, in Puglia e in Italia, nella convinzione che le norme vadano fatte rispettare. Non ci potevamo permettere neanche un giorno di ritardo e neppure un minimo dubbio sull’importanza della campagna vaccinale”. La correttezza della linea di condotta della Asl di Brindisi è stata confermata anche da pronunciamenti del Tar e del giudice del lavoro, che hanno bocciato i ricorsi di alcuni operatori sanitari non disponibili alla vaccinazione.

“Abbiamo anche il conforto dei giudici amministrativi e del giudice del lavoro e questo conferma ulteriormente il fatto che la nostra azione era giusta”, sostiene il direttore generale Pasqualone, il quale, nei giorni scorsi, ha ricevuto dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, l’incarico di creare l’Azienda Zero che dovrà occuparsi dei bandi di gara e accentrare le attività amministrative della sanità pugliese. Emiliano ha, infatti, trattenuto per sé la delega alla Sanità rimessa nelle scorse settimane dall’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, dimessosi dall’incarico di assessore.

“La mia designazione non è virtuale -rimarca Giuseppe Pasqualone-, come qualcuno afferma. È vero che l’Azienda Zero non esiste ancora, ma se ne attende la deliberazione. Inoltre, è importante distinguere la fase costitutiva da quella operativa. Di questo non può occuparsi la politica che da’ solo un indirizzo e fa delle scelte. La nomina, in questo momento, non è quella di un direttore generale, ma di un commissario che si deve interessare di costruire l’azienda. Dovrò determinare le funzioni, gli organici, la dotazione finanziaria, occupandomi di tutti gli aspetti propedeutici alla entrata in funzione dell’azienda. Ritengo, perciò, che quella di Emiliano -conclude Giuseppe Pasqualone- sia un’attestazione di stima nei miei confronti per come ho svolto il mio lavoro in questi sette anni da direttore generale”.

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