Assistenza domiciliare, la Asl di Bari ridefinisce l’organizzazione dell’Unità operativa cure palliative e hospice di Monopoli

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La Asl di Bari ha ridefinito l’organizzazione dell’Unità operativa Cure palliative e hospice di Monopoli, promuovendo un modello di assistenza per le persone affette da patologie oncologiche e complesse, che sfrutta la tecnologia per potenziare i trattamenti domiciliari a cura di equipe multidisciplinari per garantire il diritto alla salute e il rispetto della dignità della persona.

L’unità operativa di Monopoli segue pazienti non autosufficienti con malattie croniche ed evolutive, per lo più oncologiche, neurologiche, rare e cardiovascolari. Ogni paziente riceve assistenza da un team multidisciplinare costituito da medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti, operatori socio-sanitari e personale ausiliario e un piano assistenziale individualizzato (Pai) che prevede un intervento coordinato di più accessi alla settimana delle figure professionali interessate. Nello stesso tempo viene fornito un supporto alla famiglia, coinvolgendola attivamente nel percorso di cura.

Nei due anni di pandemia, tra il 2020 e il 2021, in cui è stato necessario ridurre la capienza delle strutture di ricovero del 50 per cento, sono stati assistiti in degenza all’interno dell’hospice di Monopoli 153 pazienti (per un totale di 2.777 giorni di ricovero). Sono state erogate 1.030 prestazioni ambulatoriali e 1248 pazienti seguiti a domicilio. Fondamentale per la tipologia di pazienti è il supporto psicologico che trova conferma nei dati: sempre tra il 2020 e il 2021, 755 persone ha ricevuto psicoterapia nell’hospice e 997 a casa.

“Si tratta di un passaggio rivoluzionario -ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano- ci auguriamo che questo modello consolidato a Monopoli possa estendersi a tutte le altre Asl pugliesi. L’assistenza domiciliare è la chiave del futuro della sanità pugliese”.

Il direttore del dipartimento Salute della Regione Puglia, Vito Montanaro ha confermato che “il modello sarà adottato anche in tutte le altre aziende sanitarie della regione”. Per il dg della Asl barese, Antonio Sanguedolce “il settore delle cure domiciliari è in particolare quello della assistenza ai pazienti non autosufficienti gravi è in continua espansione – dichiara Sanguedolce – e richiede la razionalizzazione della offerta assistenziale in termini di migliorata qualità e sicurezza delle cure erogate e di potenziamento della medicina del territorio al fine di ridurre ricorsi a ospedalizzazioni improprie e conseguenti disagi agli ammalati”.

“Il principio di base è erogare ai pazienti prestazioni socio sanitarie in risposta ai bisogni individuali e non soltanto ore di presenza degli operatori”, ha concluso Felice Spaccavento, direttore Uos Fragilità e complessità e coordinatore Uoc Cure palliative.

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