Manovra finanziaria, arriva emendamento “salva Lecce”. Il sindaco Salvemini: “Non solo per noi, ma piano di riequilibrio è per tutti i Comuni in difficoltà”

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“L’emendamento approvato in commissione Bilancio al Senato è una notizia positiva. Si tratta di un provvedimento di sistema, e non di un ‘salva Lecce’, pensato per tutti i Comuni in riequilibrio pluriennale con manovra ancora sottoposta al giudizio della Corte dei Conti”. Lo sottolinea il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini. “È una mano tesa agli enti chiamati a gestire la più grave crisi economica e sociale dal Dopoguerra, ai quali non sono state riconosciute deroghe alle proprie politiche di bilancio -prosegue – analogamente a quelle ottenute dal governo con la Ue che ha accordato al nostro Paese di aumentare il debito pubblico e il disavanzo di bilancio per garantire sostegno a imprese e lavoratori”.

Il provvedimento, aggiunge Salvemini, è reso “possibile grazie al lavoro congiunto di forze politiche diverse, come Pd e Lega, e dall’impegno dei parlamentari del nostro territorio, su tutti Francesco Boccia, Dario Stefano e Roberto Marti, e della Presidenza della Regione, che si è fatta interprete anch’essa delle difficoltà”.

“Con l’emendamento, che dovrebbe essere approvato in aula nella notte -rileva- non disporremo di aiuti finanziari come garantito alle città metropolitane, ma ci verrà consentito di presentare istanza per una nuova manovra di riequilibrio -anch’essa sottoposta all’approvazione della Corte dei Conti- che tenga conto degli effetti pandemici, delle conseguenza della sentenza della Corte Costituzionale sull’anticipazione di liquidità, dei 36 mesi trascorsi dalla presentazione del piano originario. Da parte nostra, in ogni caso, nelle prossime ore depositeremo alle Sezioni Riunite della Corte dei Conti il ricorso avverso alla delibera della Sezione regionale della Puglia”.

“Il mio auspicio -conclude- è che questo emendamento possa aprire una stagione di riforma del 243-bis del TUEL, l’articolo che disciplina il riequilibrio dei conti degli enti strutturalmente deficitari. Una esigenza che è avvertita dalle forze politiche, dai parlamentari e dai Comuni, a maggior ragione in un momento nel quale alle difficoltà economico-finanziarie si sono aggiunte le ripercussioni della pandemia”.

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