La nuova medicina per ogni male in economia? L’inflazione

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I nostri sedicenti economisti sono insuperabili specialisti nello scoprire periodicamente l’acqua calda; e così al cospetto della incompresa inflazione di quest’anno si accorgono che una crescita dei prezzi del 4% ridurrebbe il valore del debito pubblico in rapporto al pil (migliorandone la sostenibilità) di pari importo. Se poi il prezzo del danaro rimanesse basso e quindi sostenibile sarebbe –a loro dire- una cuccagna: il rapporto debito-pil in cinque anni potrebbe scendere del 20%! Quindi l’inflazione -così avversata dai tedeschi e ragione di esistenza della BCE- non è vista più come cosa tanto terribile! Demolendo così ulteriormente l’impalcatura teorica e pratica dei santissimi Trattati che così si rivelano sempre più stupidi.
Chi pagherebbe sempre a loro dire tutto ciò? Anche questo si può dire apertamente (tanto non protesta nessuno): sono i risparmiatori che hanno affidato incautamente i propri risparmi alle banche: essi vedranno i propri risparmi assottigliarsi progressivamente ed inesorabilmente. Una forma ulteriore di abolizione della proprietà privata così cara ai nostalgici del comunismo.
Alcune considerazioni tutte gravissime su queste ovvietà che emergono nelle dichiarazioni dei nostri economisti entusiasti dell’inflazione:
-anche i percettori di stipendi e salari potrebbero sentirsi danneggiati dall’inflazione.
-i Paperoni e le banche di tutto il mondo potrebbero non trovare corretto prestare i propri fondi a tassi più bassi dell’inflazione: si butteranno così nelle speculazioni in materie prime e altro.
-l’inflazione “tollerata” e desiderata potrebbe divenire presto incontrollata ed autoalimentarsi; cosa probabile fin d’ora.
-infine il rincaro dei prezzi se guidato da quelli energetici potrebbe danneggiare anche le categorie produttive e cioè le PMI producendo una catastrofe.
Cioè i nostri sedicenti economisti e i loro amici politici stanno letteralmente giocando con il fuoco e cioè con la gestione dei prezzi, dei salari e la credibilità della moneta e lo stanno facendo in un deposito di benzina che è costituito dalla massa dei mezzi liquidi esistenti. Non considerando le gravissime conseguenze di cui sopra faranno un disastro che potrebbe in pochissimi anni bruciare una enorme massa di ricchezza; e non è un ragionamento valido solo in Italia.

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