Accusato di far parte di un’organizzazione criminale che agiva tra Melfi e Cerignola, rimesso in libertà

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Il Tribunale di Potenza, accogliendo un ricorso del suo difensore, ha deciso la revoca degli arresti domiciliari e la conseguente remissione in libertà di Giancarlo Cirone, indagato nell’inchiesta cosiddetta “Rewind” della Procura distrettuale antimafia del capoluogo lucano che, nel giugno dello scorso anno, portò all’esecuzione di 15 misure cautelari (due in carcere e 13 ai domiciliari).

Cirone, difenso dall’avvocato Fabrizio De Maio, è accusato di aver fatto parte di un’associazione a delinquere armata finalizzata al traffico illecito di stupefacenti e altri reati, che agiva fra Melfi (Potenza) Cerignola (Foggia). Esaminando il ricorso, il Tribunale ha evidenziato che “il lasso di tempo trascorso dalla emissione della misura non incide sul quadro indiziario a carico dell’imputato, che rimane allo stato inalterato”, ma che l’imputato stesso “si è attenuto scrupolosamente alle prescrizioni impostegli”, mentre “le esigenze cautelari possono attualmente considerarsi cessate”.

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