Omicidio Russo, a Foggia si indaga su un giro di furti d’auto. La vittima coinvolta nel 2015 in una sparatoria per una birra non pagata

Si stanno concentrando su un presunto giro di furti d’auto le indagini dei carabinieri relative all’omicidio di Pietro Russo, il 32enne ucciso ieri sera davanti alla sua abitazione in via Lucera a Foggia. A quanto si apprende Russo era solo in casa al momento dell’agguato. La moglie e i 4 figli, la più piccola di due anni, la più grande di 17, erano usciti da poco, raccontano nel quartiere. I militari stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita della vittima.

Sembrerebbe che Russo non abbia avuto screzi o litigi. Gli investigatori hanno anche perquisito la casa dell’uomo ma -così come riferiscono all’ANSA- “non sono emersi elementi di rilievo investigativo”. Inoltre al momento dell’omicidio le telecamere presenti in casa di Russo erano spente. L’uomo venne coinvolto in un blitz del giugno 2015 quando fu arrestato insieme ad altre cinque persone per una sparatoria avvenuta al rione Candelaro tra due bande rivali per una birra non pagata.

Quello di Russo è il primo omicidio dell’anno avvenuto a Foggia, il settimo in Capitanata. Nel capoluogo dauno non si sparava in strada dal 2 gennaio 2020, quando venne ucciso nel traffico cittadino il pregiudicato Roberto D’Angelo.

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