Tangenti alla Protezione Civile, Lerario si dimette da dirigente e chiede la scarcerazione

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L’ex capo della Protezione civile regionale pugliese Mario Lerario, in carcere dal 23 dicembre per corruzione dopo aver intascato due presunte tangenti da altrettanti imprenditori, ha formalizzato le sue dimissioni dalla Regione Puglia. Già sospeso dopo l’arresto, l’ex dirigente ha firmato in carcere e spedito le sue formali dimissioni.

Il difensore, l’avvocato Michele Laforgia, ha quindi depositato al gip una istanza per la revoca della misura cautelare ritenendo cessate le esigenze cautelare proprio sulla base delle avvenute dimissioni. Il gip, dopo il parere della Procura, deciderà nei prossimi giorni. Intanto è stata fissata per il 20 gennaio l’udienza dinanzi al Tribunale del Riesame, alla quale la difesa potrebbe rinunciare se il gip decidesse prima.

L’indagine nell’ambito della quale Lerario è indagato insieme con altre sette persone, un funzionario regionale e sei imprenditori, riguarda presunte vicenda corruttive legate alla realizzazione dell’ospedale Covid nella Fiera del Levante di Bari e altri appalti pubblici relativi prevalentemente alla emergenza Covid.

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