Spedizione punitiva contro un agente di polizia penitenziaria a Foggia, preso a calci e pugni da detenuti. La denuncia del sindacato Sappe

“Purtroppo non si interrompono gli episodi di violenza nei confronti dei poliziotti in servizio presso il carcere di Foggia da parte dei detenuti sempre più violenti e prepotenti”. La denuncia è di Federico Pilagatti, segretario nazionale del Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria. “Infatti negli ultimi giorni -prosegue- prima una spedizione punitiva di alcuni detenuti nei confronti di un poliziotto colpito con calci e pugni e con parecchi giorni di prognosi poiché aveva segnalato delle illegalità commesse da un loro amico, e poi un altro poliziotto che senza alcun motivo è stato colpito da un detenuto violento: anche lui è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari”.

Il Sappe critica l’ amministrazione penitenziaria definendola “inefficiente ed irresponsabile. Diciamo ciò poiché è inconcepibile che, a quasi due anni, dalla rocambolesca evasione  di 73 detenuti che ha fatto il giro del mondo, nessun intervento concreto è stato posto in essere dal Dap per ridare al carcere foggiano sicurezza e legalità. Infatti a tutt’oggi a Foggia il personale di polizia penitenziaria -continua Pilagatti- invece di essere rafforzato è diminuito, il dirigente del carcere è rimasto da solo senza alcun aiuto e, cosa ancora più grave, non si è data legalità al carcere poiché in questi due anni si sono alternati più responsabili della sicurezza, che hanno lasciato in grande difficoltà i poliziotti che non hanno avuto certezze operative. Anche i detenuti, che dopo il tragico evento furono sfollati, sono ritornati sempre più spavaldi poiché si rendono conto dell’arretramento dello Stato che non ha posto in essere alcuna misura a tutela della sicurezza e legalità del penitenziario del capoluogo dauno e dei suoi lavoratori”.

Proprio per questo il segretario generale del Sappe, Donato Capece, ha ritenuto di fare una visita urgente in alcune delle carceri più in difficoltà come Foggia, Taranto, Lecce, nonché sentire i dirigenti degli altri penitenziari pugliesi (Bari, Brindisi, Trani, Turi ecc.ecc.,) in previsione dell’incontro che avrà  nei giorni prossimi con i vertici del Dap (dipartimento amministrazione penitenziaria) e poi con il sottosegretario alla giustizia Francesco Paolo Sisto, ”per rappresentare le gravi criticità delle carceri pugliesi -continua Pilagatti- che sono le più penalizzate con un sovraffollamento di detenuti che sfiora il 40% a differenza del 10% nazionale e con il rapporto detenuto/agente più basso della nazione”.

“In questa situazione di degrado generale -sottolinea- ci  rimettono anche tutti quei detenuti che vogliono rientrare nella società in ossequio al dettato costituzionale, ma che non ci riescono sia per mancanza di figure come educatori, assistenti sociali ecc. ecc., sia perché sopraffatti dai detenuti più facinorosi e prepotenti che li tengono sotto scacco con minacce ed altro, facendo leva proprio sulla carenza di controlli, poiché i poliziotti sono lasciati soli nelle sezioni detentivo e si trovano a gestire più posti di servizio contemporaneamente”.

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