Bitonto, sequestrati beni per 300mila euro a presunto boss della città. Anche una casa popolare occupata abusivamente

Beni del valore complessivo pari a 300mila euro sono stati sequestrati al presunto boss Domenico Conte, indagato per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti attiva su Bitonto (Bari) con l’aggravante delle modalità mafiose.

Il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, emesso dal Gip di Bari su richiesta della Procura – Direzione Distrettuale Antimafia, è stato eseguito oggi dai carabinieri. Si tratta di 10 rapporti finanziari, 2 autovetture e dell’appartamento di via Sandro Pertini, quartier generale di Conte. È un immobile di edilizia popolare occupato abusivamente, completamente ristrutturato e diventato una abitazione lussuosa dotata di ogni comfort, arredata con mobili e oggetti di ingente valore e munito di un reticolato di telecamere per controllare l’area. Secondo le indagini, l’associazione gestiva due piazze di spaccio, una definita “Zona 167”, l’altra nota come “Zona del Ponte”.

Il provvedimento di oggi accoglie la proposta della Dda, formulata sulla base degli accertamenti patrimoniali effettuati dalla sezione specializzata del Reparto operativo di Bari, che hanno ricostruito sia la carriera criminale di Conte, sia gli introiti dell’intero nucleo familiare, fornendo “un corposo quadro indiziario in ordine all’illecita provenienza della sua ricchezza, accumulata negli ultimi 10 anni e che costituirebbe il compendio del traffico di droga”.

(Immagine illustrativa)

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